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Zaki, da Senato via libera a odg sulla cittadinanza

14 aprile 2021 | 12.15
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Nell'Aula i senatori favorevoli alla mozione 'unitaria' sono stati 208, astenuti 33 e 0 contrari

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Il Senato ha dato il via libera all'ordine del giorno sulla concessione della cittadinanza italiana a Patrick Zaki e sulle iniziative per la sua liberazione. Nell'Aula i senatori favorevoli alla mozione 'unitaria' sono stati 208, astenuti 33 e 0 contrari. Gli unici ad astenersi in Aula sono stati i senatori di Fdi. L'astensione del partito di Giorgia Meloni è stata spiegata dal senatore Alberto Balboni, durante il suo intervento: "Fratelli d'Italia si astiene sulla mozione per la concessione della cittadinanza italiana a Patrick Zaki perché siamo convinti che per raggiungere l'obiettivo della sua liberazione la strada da seguire sia quella della diplomazia". "Non vorremmo - ha sottolineato - che la cittadinanza a Zaki possa avere l'effetto controproducente, come ha detto anche il governo in aula, di insospettire e irrigidire ulteriormente le autorità egiziane". In Aula anche la senatrice a vita Liliana Segre. La sua presenza in Senato è stata ricordata dal senatore Gianluca Ferrara del M5S, parole che hanno registrato un applauso dell'Aula.

"La concessione della cittadinanza italiana" a Zaki "potrebbe rivelarsi "una misura simbolica priva di effetti pratici a tutela dell'interessato. Serve quindi una riflessione". Così, la vice ministra degli Esteri, Marina Sereni, intervenendo nel dibattito in Senato. Per Sereni ci sarebbero rischi per poter "fornire protezione consolare al giovane, essendo egli anche cittadino egiziano, visto che prevarrebbe la cittadinanza egiziana". Rischi anche per i possibili effetti negativi conseguenti al passo in discussione: "Bisogna valutare gli effetti negativi sull'obiettivo che più ci sta a cuore: il rilascio di Patrick, in questo senso la concessione della cittadinanza, potrebbe addirittura rivelarsi controproducente".

La mozione per la cittadinanza italiana a Patrick Zaki è arrivata ieri in a Palazzo Madama. Pochi giorni fa, l'ennesima udienza che non ha modificato la drammatica situazione del giovane e che ha prolungato ulteriormente la detenzione. La mozione, a prima firma Pd, è sostenuta anche da esponenti di altre forze politiche: a favore alcuni membri del Movimento 5 Stelle, Italia viva, +Europa, Lega e Misto.

Intanto lunedì Zaki ha ricevuto la visita della fidanzata come ha reso noto la pagina Facebook del gruppo 'Patrick libero'. Secondo il post, Zaki "sembrava stare bene in generale". Lui le ha dato una copia del libro "Cento anni di solitudine", con un biglietto all'interno scritto in italiano in cui diceva: "Resisto, grazie per il sostegno di tutti".

Il post su Facebook ha riferito che Zaki "era confuso" su ciò che è successo nell'ultima udienza in tribunale, "sapeva che la sua detenzione era stata rinnovata per altri 45 giorni, ma non era a conoscenza dello stato dell'appello presentato dai suoi avvocati per cambiare la corte che si occupa del suo caso. Ha anche detto che appena è entrato nell'aula dell'ultima sessione, il giudice stava dicendo agli avvocati di andarsene. La sua ragazza gli ha detto che l'appello era stato respinto e che il suo processo sarebbe continuato davanti allo stesso giudice".

"Purtroppo - si legge ancora - quando la sua ragazza ha cercato di confortarlo dicendogli che si spera che tutto questo finisca presto, lui ha fatto una risata sarcastica e disperata, dicendo che sta cercando di adattarsi a stare in prigione, in un modo che indica che ha perso la speranza di essere presto libero e sta rimanendo forte per coloro che ama".

Patrick ha anche raccontato che mentre stava lasciando il carcere per recarsi in tribunale, "il direttore della prigione lo ha fermato e gli ha detto che non gli permetterà di entrare di nuovo finché non si sarà tagliato i capelli, mentre rideva con gli altri agenti di polizia intorno a lui". Secondo gli attivisti di Patrick Libero, "questo è stato a dir poco ingiusto, anche i piccoli dettagli sono controllati, il suo corpo e il suo aspetto sono soggetti alla loro opinione". "Continuiamo ad aggrapparci alla speranza che sia presto libero e che domani ci porti notizie migliori", concludono gli attivisti, chiedendo che Patrick sia "immediatamente rilasciato".

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