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Zangrillo: "Virus inesistente? Toni sbagliati, ma nessuno mi ha contraddetto"

27 luglio 2020 | 12.49
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Immagine di repertorio (Fotogramma)

"Stigmatizzo questa polarizzazione, questo far emergere che ci possa essere divergenza di vedute fra addetti ai lavori, che in questa vicenda sono prevalentemente medici, ma anche tanti biologi, statistici, qualche veterinario e qualche epidemiologo. L'importante è che tutti coloro che parlano posseggano l'argomento. E possedere l'argomento significa comportarsi con ottimismo e buonsenso, evitando estremismi in un senso o nell'altro". E' l'invito rivolto da Alberto Zangrillo, primario di anestesia e rianimazione all'Irccs San Raffaele di Milano, intervenuto oggi al convegno in Senato 'Covid-19 in Italia: tra informazione, scienza e diritti', dove la partecipazione di alcuni specialisti aveva suscitato polemiche all'interno della comunità scientifica.

Tornando sulla "famosa frase che non mi è sfuggita, anche se è stata oggetto di speculazioni, le più varie", cioè che "il virus clinicamente è inesistente", Zangrillo ci tiene a "chiarire un'ultima volta: probabilmente ho sbagliato nei toni, chiedo scusa. Ma nessuno è riuscito a contraddirmi e fortunatamente", con i colleghi del San Raffaele, "continuiamo ad assistere a questo tipo di situazione, a questo tipo di evidenza. Dobbiamo convivere con il virus".

"Voglio che sia chiaro a tutti - sottolinea - che esiste un'enorme differenza fra contagio e malattia. Tutti i contagi che stiamo contando ogni giorni in Italia, fortunatamente non sono in grado di produrre una malattia con clinica tale da portare la persona in ospedale o, peggio, in terapia intensiva. Speriamo che la situazione si confermi tale".

Una speranza, per l'esperto, "non in contrasto" con quanto sta succedendo Oltreoceano. "Il nostro Ssn non è paragonabile a quello americano, brasiliano, messicano: sono state date linee guida corrette per poter tracciare, isolare, identificare eventuali focolai e trattarli con tempestività. Gli italiani hanno dimostrato di essere un popolo responsabile. Un atteggiamento responsabile che tutti noi dobbiamo continuare ad avere, ma prima di tutto l'autorità governativa sanitaria, perché non esiste solo Sars-Cov-2".

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