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Zelensky: "Non voglio incontrare Putin, ma devo. Non ho paura"

23 aprile 2022 | 19.45
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"Grato agli italiani e al loro premier Draghi che aspettiamo"

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(Fotogramma)

"Io non voglio incontrare il presidente russo Vladimir Putin, ma devo se vogliamo risolvere questo conflitto in modo diplomatico". Ad affermarlo, nel corso di una conferenza stampa, è il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky aggiungendo di "non aver paura" di vederlo. "Ora non posso incontrarlo. Prima devono tacere le armi". "Ritengo che tutti i colpevoli, chi ha dato l'ordine di uccidere comparirà davanti al tribunale. Io ci credo", aggiunge Zelensky. "Non importa come si chiamerà il tribunale quello che conta è il risultato. Quante persone, quanti anni di galera avranno. Crediamo nel risultato. Vedo sostegno in questa direzione. Sono venuti tanti professionisti a Kiev. Tutti capiscono chi sono i colpevoli".

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"Che sarei voluto fuggire dall'Ucraina è una voce che si ripete da 60 giorni, ma non è una possibilità alla quale penso nemmeno lontanamente" ha aggiunto rispondendo a un giornalista polacco che gli chiedeva un eventuale trasferimento in Polonia. "Non mi muoverò da Kiev fin quando non finirà la guerra" assicura.

ITALIA - "L'Italia si è unita alla coalizione contro la guerra e sento un forte sostegno da parte del primo ministro Mario Draghi. Sono grato all'Italia e agli italiani e al loro premier che aspettiamo" ha detto Zelensky.

BIDEN - "Ci aspetteremo, quando la sicurezza lo consentirà, che il Presidente degli Stati Uniti venga a parlare con noi" dice Zelensky, che ha annunciato la visita, domani a Kiev, del segretario di Stato di Washington Antony Blinken e del segretario alla Difesa Lloyd Austin per parlare di consegne di armi americane. "Abbiamo forti attese rispetto a questo incontro perché abbiamo consegnato liste che corrispondono alle nostre necessità e ne discuteremo domani", ha spiegato Zelensky.

La Casa Bianca non ha rilasciato commenti sulla potenziale visita del presidente Usa, precisa la Cnn riferendo delle dichiarazioni del presidente ucraino. La settimana scorsa il presidente Biden aveva annunciato che stava ancora lavorando con il suo team per stabilire se inviare o meno alti esponenti della sua amministrazione in Ucraina.

PAPA - "Sono grato a Papa Francesco per la sua posizione. L'ho incontrato quando si parlava di Markiv. Avrei voluto che lui venisse qui, che ci aiutasse a sbloccare i corridoi umanitari a Mariupol. E' presto per parlare di una sua visita, ma noi lo aspettiamo. Di lui si fidano molte persone". Kiev, aggiunge, "vuole una tregua, un cessate il fuoco per salvare delle vite umane. Tutti gli aiuti sono necessari anche quelli della Santa Sede".

MARIUPOL - "Mariupol è anche oggi sotto assedio" dice Zelensky. "La giornata odierna è stata particolarmente difficile. Ci sono stati pesanti bombardamenti aerei e terrestri. La situazione è drammatica". "I messaggi da parte della Russia continua ad essere ambigui: continua a lanciare dei messaggi apparentemente concilianti prima di bombardamenti particolarmente ingenti".

"Sono convinto che vinceremo e dimostreremo tutto il nostro valore ai paesi occidentali". In questo momento, aggiunge, "la resistenza è l'unica possibilità che ci è rimasta".

"Cerco di sostenere i battaglioni nell'acciaieria, cerco di fargli capire che sono dalla parte giusta, di ottenere armi per spezzare l'assedio della città, ma in questo momento non è possibile uno sblocco militare favorevole a noi. In questo momento possiamo soltanto difenderci, difendere la vita dei soldati e dei civili che si trovano sul sottosuolo: questa è la cruda realtà". "Noi ucraini non ci arrenderemo mai. I russi si stanno comportando come i nazisti". "Questa guerra sarà scritta nei libri di storia", aggiunge.

Zelensky ha ribadito la minaccia di ritirarsi dai colloqui di pace con la Russia nel caso in cui i difensori ucraini ancora presenti a Mariupol venissero annientati dalle forze russe o se organizzassero finti referendum nelle zone occupate.

"Se la nostra gente viene annientata a Mariupol, se uno pseudo-referendum sull'indipendenza viene organizzato a Kherson, allora l'Ucraina si ritirerà da tutti i processi negoziali", ha detto.

ODESSA - "Oggi sono stati lanciati sette razzi a Odessa. Sono morti in otto e ci sono stati 20 feriti. E' morto un bambino di soli 3 mesi. Questo significa che la guerra è cominciata quando questo bambino aveva solo un mese. Sono stati bastardi, sono soltanto bastardi. Non abbiamo voglia di passare del tempo con loro ma dobbiamo parlare con loro finché dura questa guerra. Di quali valori parlano? Quale mondo cristiano? E' il Medioevo".

NATO - "Non posso influenzare la Nato, ma ritengo che sia stato un errore che in questi anni non abbia accettato l'Ucraina. L'Ucraina avrebbe rafforzato l'alleanza". "Nessuno pensava che avremmo resistito più di 3 giorni e alcuni politici europei lo dicevano a voce alta. Noi siamo riusciti mostrando la nostra forza a fare cambiare questo atteggiamento nei nostri confronti", sottolinea Zelensky.

NEGOZIATI - "Questi pre-requisiti per accedere ai negoziati" con la Russia "sono un aut aut". "Sono proposte irricevibili e quindi abbiamo deciso di fare un passo indietro. Queste proposte intendevano modificare il nostro futuro. Noi siamo rimasti coerenti sin dall'inizio del conflitto. Abbiamo mantenuto sempre la nostra linea". "Sin dall'inizio abbiamo detto che non accetteremo alcun ultimatum".

I RUSSI - "La popolazione russa purtroppo sta subendo il lavaggio del cervello da parte della propaganda. Questo è una realtà. Sono sicuro che se i russi sapessero la verità i cittadini russi si renderebbero conto dell'importanza dei negoziati. Anche i russi sarebbero sorpresi della quantità di menzogne che è stata riversata su di loro. Questo accadrebbe se ci fosse una narrazione veritiera di quello che sta succedendo".

"Continua", prosegue, anche "la retorica delle provocazioni da parte della Russia che attribuisce la responsabilità del conflitto a Kiev".

I russi "hanno preso l'Abcasia, il Donbass...ma che ci hanno costruito? chi è felice lì?". "Io non credo che loro si fermeranno da soli. Noi dobbiamo fermarli", aggiunge. "Stimiamo che circa 500mila ucraini sono stati deportati o verso i territori separatisti o verso la Russia" denuncia.

ONU - "Lo accoglieremo, abbiamo fatto in modo che la sua posizione cambi e che ci sia un sostegno maggiore a favore dell'Ucraina. Non si può avere lo stesso atteggiamento rispetto all'aggressore e alla vittima, e dunque rispetto alla Russia e all'Ucraina. E' la Russia che ha portato la guerra in Ucraina". A dichiararlo, secondo quanto riferisce Bfmtv, è stato il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, commentando la visita del segretario generale dell'Onu Antonio Guterres la prossima settimana prima a Mosca, dove vedrà il ministro degli Esteri Sergei Lavrov e verrà poi ricevuto dal presidente Vladimir Putin, quindi, andrà a Kiev. "La verità è al 100% dalla parte dell'Ucraina", ha aggiunto Zelensky. "Dovrebbe prima venire in Ucraina, tra i massacri, sul terreno, per avere una percezione della realtà molto precisa".

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