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Crisi governo

Zingaretti: "Strada strettissima, non possiamo accettare di tutto"

18 gennaio 2021 | 14.17
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Il leader Pd: "Abbiamo di fronte una situazione molto difficile e complessa sia per quanto riguarda gli aspetti politici e sia per quanto riguarda gli equilibri parlamentari" ma "sono fiducioso che anche questa volta prevarrà il bene comune del nostro Paese"

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"Io penso che la strada è strettissima, molto più stretta di quanto ci si immagini" anche perché "non possiamo in prospettiva accettare di tutto". Lo dice Nicola Zingaretti all'assemblea del gruppo Pd al Senato facendo il punto dopo l'intervento alla Camera del premier Giuseppe Conte.

"La strada - ribadisce poi il leader Dem - non può che essere quella di ottenere una fiducia con il massimo del consenso al governo".

"Oggi il presidente Conte nel suo intervento ha riproposto non solo punti che avevamo sollevato ma anche il tema del patto di legislatura", quindi non "una visione statica" ovvero "arriviamo al massimo dei voti possibili e poi si vede. No. Conte ha preso su di sé l'esigenza di continuare una stagione di rilancio che però avviene non solo con numeri molto angusti, ma anche all'interno di una compagine che è molto più complessa di quello che ci si immagina". Occorre "costruire tutte le condizioni perché la legislatura arrivi al termine" con "una maggioranza e un programma condiviso" e "questo passa da quello che accadrà tra poco alla Camera e domani sera al Senato e dopo, visti i risultati, su come riusciremo a fare un passo ulteriore insieme e ne discuteremo quando ci arriveremo".

"Siamo dentro a una partita politica che cambia di ora in ora" evidenzia Zingaretti che avverte: "Abbiamo di fronte una situazione molto difficile e complessa sia per quanto riguarda gli aspetti politici e sia per quanto riguarda gli equilibri parlamentari".

"Io ho fatto di tutto in questi giorni anche coinvolgendo non solo la Direzione ma livelli diversi del partito, e di diffondere questo senso di una situazione molto complicata. Abbiamo fatto davvero di tutto per dare udienza e ascolto alle idee di tutti i nostri alleati. La situazione è diventata all'improvviso molto complessa".

"Abbiamo indicato una strada possibile. Io continuo a credere che la chiusura della legislatura sarebbe un fatto sbagliato e drammatico per il Paese, un elemento avventuristico. Il presidente della Repubblica farà le sue valutazioni, ma dobbiamo sapere che il passaggio di queste ore è molto serio e delicato".

"La crisi - ricostruisce il leader Dem - ha interrotto il tentativo" di rilanciare l'azione di governo. "Anche in queste settimane, se abbiamo svolto un ruolo è stato quello che ci fosse ascolto delle ragioni di tutti, per evitare che si arrivasse come purtroppo stiamo arrivando a un precipitare dell'azione politica".

"La situazione - insiste - è molto seria. Questa crisi è esplosa in un momento in cui la crisi sanitaria, la crisi sociale, la necessità di far partire il Recovery, rendono il dibattito sulla crisi lontano mille miglia dalle condizioni di vita delle persone".

Come segretario del Pd e insieme presidente della regione Lazio, "io vivo su di me una forma di dissociazione tra due agende assolutamente diverse".

Comunque, "io sono fiducioso che anche questa volta prevarrà il bene comune del nostro Paese malgrado una situazione molto difficile", ha affermato Zingaretti chiudendo l'assemblea dei senatori Pd. "Sono fiducioso perché il percorso che, malgrado le condizioni difficili, stiamo costruendo è corretto dal punto di vista istituzionale e forte politicamente nelle condizioni date".

"La scelta della parlamentarizzazione della crisi - ha concluso - non era solo dovuta ma è anche l'occasione affinché, nelle sedi preposte, aumenti il tasso di chiarezza che permette un giudizio su chi compie delle scelte e chi altre. E' un elemento di chiarezza indispensabile" che è giusto si ci sia "in Parlamento" e non "in interviste o conferenze stampa".

Plauso da parte di Zingaretti era arrivato all'intervento del premier in Aula: "Bene Conte. L’appello ad andare avanti per cambiare. Patto di legislatura, apertura al coinvolgimento del Paese, priorità allo sviluppo per creare lavoro, alla difesa della salute, al rafforzamento del protagonismo europeo a cominciare da Next Generation Eu. Non fermiamoci ora. Dobbiamo ricostruire la fiducia. L’Italia ha diritto alla speranza , c’è una prospettiva da perseguire per il futuro”.

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