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Zona rossa, Crisanti: "Nuovi criteri non sono abbastanza"

11 gennaio 2021 | 10.40
LETTURA: 1 minuti

Il virologo: "Ai cittadini messaggi incoerenti, servono misure chiare, semplici e annunciate con anticipo"

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(Foto Fotogramma)
Roma, 11 gen. (Adnkronos Salute)

"I nuovi criteri sulle zone rosse non sono abbastanza. Vuol dire che si fa la zona rossa in Lombardia quando ci sono 10mila casi, che sono troppi. Quando si arriva a quei numeri vuol dire che poi avremo un numero inaccettabile di morti. Quando arriviamo a quei livelli, crescono le possibilità di mutazioni. E questa non è una cosa buona mentre ci si vaccina: si aumenta il rischio che si generino varianti resistenti al vaccino". E' l'analisi di Andrea Crisanti, virologo dell'università di Padova, che commenta a Radio Capital le nuove norme allo studio per contenere i contagi da Covid-19.

"Ai cittadini arrivano dei messaggi incoerenti - sottolinea - tra cashback e negozi aperti non ci possiamo stupire che la gente giri per strada a fare acquisti. Io sono per misure chiare, semplici e annunciate con anticipo".

Sulla “variante inglese responsabile dei contagi in Veneto? Se così, allora bisogna fare come in Gran Bretagna: tutto chiuso e strade d'accesso per la regione bloccate”, ha aggiunto l'esperto sottolineando: "Per dimostrare che i contagi sono causati dalla variante inglese bisogna dimostrare che rappresenti l’80% delle mutazioni isolate e in questo momento così non è. Se in Italia dovesse imporsi la variante inglese, allora per raggiungere l’immunità di gregge bisognerebbe superare la soglia del 70% di persone vaccinate”.

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