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Zona rossa Lombardia fino a 31 gennaio: regole cambiano domani

16 gennaio 2021 | 00.35
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Scattano misure e restrizioni in base all'ordinanza del ministro Speranza. Fontana non ci sta. In zona arancione 12 regioni, compreso il Lazio

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Lombardia in zona rossa da domani fino al 31 gennaio con nuove regole e divieti. Nella stessa fascia Sicilia e provincia autonoma di Bolzano. In zona arancione 12 regioni, con 9 nuovi arrivi: Abruzzo, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Marche, Piemonte, Puglia, Umbria e Valle D’Aosta si aggiungono a Veneto, Calabria e Emilia Romagna. In zona gialla, con misure meno restrittive, restano Basilicata, Campania, Molise, la provincia autonoma di Trento, Sardegna e Toscana. E' il quadro delineato dall'ordinanza del ministro Roberto Speranza in vigore da domani.

Il provvedimento è arrivato dopo l'analisi dei dati contenuti nel monitoraggio Iss-ministero della Salute. L'indice Rt aumenta e sale a 1.09, aumenta il "rischio di una epidemia non controllata". L'indice Rt in particolare è superiore a 1 in 9 regioni (Abruzzo, Emilia-Romagna, Lazio, Liguria, Piemonte, Puglia, Sicilia, Umbria e Valle d’Aosta), con un peggioramento generale della situazione. In 12, tra regioni e province autonome, il tasso di occupazione in terapia intensiva e aree mediche sopra la soglia critica.

Per le regioni in zona rossa, stretta con misure e divieti più rigidi: chiusura di bar e ristoranti, 7 giorni su 7. L’asporto è consentito fino alle ore 22. Per la consegna a domicilio non ci sono restrizioni. Chiusura dei negozi, fatta eccezione per supermercati, beni alimentari e di necessità. Restano aperte edicole, tabaccherie, farmacie e parafarmacie, lavanderie, parrucchieri e barbieri. Chiusi i centri estetici.

A scuola, didattica a distanza per la secondaria di secondo grado, per le classi di seconda e terza media. Restano aperte, quindi, solo le scuole dell’infanzia, le scuole elementari e la prima media. Chiuse le università, salvo specifiche eccezioni.

Stop allo sport, ad eccezione di quello di interesse nazionale dal CONI e CIP. Sospese le attività nei centri sportivi. Rimane consentito svolgere attività motoria nei pressi della propria abitazione e attività sportiva solo all’aperto in forma individuale. Sono chiusi musei e mostre; chiusi anche teatri, cinema, palestre, attività di sale giochi, sale scommesse, bingo, anche nei bar e nelle tabaccherie. Per i mezzi di trasporto pubblico è consentito il riempimento solo fino al 50%, fatta eccezione per i mezzi di trasporto scolastico.

Nelle regioni della zona arancione, il coprifuoco vieta circolare dalle ore 22 alle ore 5 del mattino, salvo comprovati motivi di lavoro, necessità e salute che vanno documentati con l'autocertificazione. Sono vietati gli spostamenti in entrata e in uscita da una Regione all’altra e da un Comune all’altro, se non per le consuete ragioni. Consentiti gli spostamenti dai Comuni con popolazione fino a 5.000 abitanti, entro 30 chilometri dai relativi confini, con esclusione degli spostamenti verso i capoluoghi di provincia.

Bar e ristoranti chiusi 7 giorni su 7. L’asporto per i bar è consentito fino alle ore 18. Per la consegna a domicilio non ci sono restrizioni. Chiusura dei centri commerciali nei giorni festivi e prefestivi ad eccezione delle farmacie, parafarmacie, punti vendita di generi alimentari, tabaccherie ed edicole al loro interno. Chiusura di musei e mostre.

Capitolo scuola: la didattica a distanza è prevista per le scuole superiori, fatta eccezione per gli studenti con disabilità e in caso di uso di laboratori; didattica in presenza per scuole dell’infanzia, scuole elementari e scuole medie. Chiuse le università, salvo alcune attività per le matricole e per i laboratori. Inoltre, riduzione fino al 50% per il trasporto pubblico, ad eccezione dei mezzi di trasporto scolastico. Sospensione di attività di sale giochi, sale scommesse, bingo e slot machine anche nei bar e tabaccherie. Infine, restano chiuse piscine, palestre, teatri, cinema. Restano aperti i centri sportivi.

Lombardia

La Lombardia non accetta la 'retrocessione' in zona rossa. Il provvedimento, secondo il governatore Attilio Fontana, "prende in considerazione come riferimento un RT-sintomi del 30 dicembre scorso, quindi di ben diciassette giorni fa". Un elemento "pertanto fortemente datato e quindi non più aggiornato all’attuale andamento epidemiologico", come sottolinea Fontana, nella lettera inviata al ministro della Salute per chiedergli di "riconsiderare" l'adozione della zona rossa.

Le considerazioni sull'Rt di Fontana assumono "ancora più rilevanza alla luce del fatto che, a seguito delle modifiche introdotte al predetto Dl dai recentissimi decreti legge (..) - sottolinea nella missiva - sono state abbassate notevolmente le soglie di Rt in base alle quali si applicano le misure più restrittive previste dall’art. 3 del Dpcm".

Per Fontana, "si dovrebbero applicare con maggiore ponderazione, non solo il parametro del Rt, ma anche gli altri indicatori finalizzati alla definizione del livello di rischio. Tale richiesta è stata più volte rappresentata nelle sedi istituzionali dai presidenti delle Regioni senza ottenere adeguato riscontro. Mi risulta altresì che nella odierna valutazione settimanale è stato disatteso il parere della Cabina di Regia", aggiunge il governatore. Oltre a ciò, "ritengo - scrive - che debbano essere valorizzati maggiormente i criteri di tempestività, di completezza e coerenza nonché del criterio di resilienza del Sistema Sanitario Regionale".

Lazio

Anche nel Lazio l'indicazione della zona arancione viene accolta con perplessità. "Dai dati nazionali mancano oltre 6 mila dosi già somministrate nel Lazio. Il commissario Arcuri aveva assicurato che i dati sarebbero stati aggiornati. È paradossale che viene penalizzata una Regione che inserisce i dati in tempo reale perché da anni abbiamo sviluppato l’anagrafe vaccinale regionale. Chiedo ad Arcuri di rispettare l’impegno di allineare i dati e di non penalizzare il Lazio", dice l’Assessore alla Sanità, Alessio D’Amato.

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