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Dopo il parere favorevole espresso dalla Conferenza unificata Stato-Regioni e dal Cipe

Casa, Berlusconi firma il decreto: 100mila abitazioni in cinque anni

ultimo aggiornamento: 21 luglio, ore 14:21
Roma - (Adnkronos) - A comunicarlo il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Altero Matteoli: ''Il governo ha mantenuto un altro impegno del programma elettorale'' (VIDEO). Il Piano, si ricorda in una nota del dicastero, prevede interventi diversificati a seconda delle categorie interessate. Beneficiari sono nuclei familiari a basso reddito, giovani coppie, anziani in condizioni sociali svantaggiate, studenti fuori sede, sfrattati, immigrati regolari a basso reddito
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Roma, 21 lug. (Adnkronos) - ''Con la firma del decreto da parte del presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, si conclude l'iter procedurale per il concreto avvio del Piano Casa, che si prefigge l'obiettivo di realizzare centomila alloggi in 5 anni''. A comunicarlo il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Altero Matteoli. La firma al decreto presidenziale fa seguito al parere favorevole sul Piano espresso dalla Conferenza unificata Stato-Regioni e dal Cipe.

Il Piano, si ricorda in una nota del dicastero, prevede interventi diversificati a seconda delle categorie interessate, disponibilità di finanziamenti pubblici e privati da utilizzare con procedure snelle, incentivi e agevolazioni fiscali. Gli alloggi saranno destinati sia in proprietà quali prima casa, sia in locazione a canone sostenibile e a canone sociale. Beneficiari del Piano Casa sono nuclei familiari a basso reddito, giovani coppie, anziani in condizioni sociali svantaggiate, studenti fuori sede, sfrattati, immigrati regolari a basso reddito, residenti da almeno 10 anni in Italia o da 5 nella stessa Regione.

''Il governo - dichiara Matteoli - ha mantenuto un altro impegno del programma elettorale. Parte così la realizzazione di un ambizioso piano di alloggi che avrà positive ripercussioni sociali e che amplierà l'offerta di lavoro nel settore delle imprese edilizie su tutto il territorio del Paese. Inizialmente si prevede un intervento di 200 milioni di euro che diventeranno 550 milioni con prossimi stanziamenti. Il Piano - sottolinea il ministro - consiste in un insieme di interventi di edilizia residenziale pubblica, project financing, agevolazioni alle cooperative edilizie e un sistema integrato di fondi immobiliari, cui è devoluto uno stanziamento di 150 milioni di euro, che a regime si stima attrarrà investimenti per 3 miliardi di euro. Il tutto da attivare con la collaborazione anche finanziaria di Regioni ed Enti locali. Tra l'altro - conclude Matteoli - è prevista la valorizzazione di aree demaniali con la loro riqualificazione urbana''.

''Il decreto che stanzia 200 milioni da destinare alle Regioni e agli Enti locali per l'edilizia residenziale pubblica rappresenta un fatto positivo - ha commentato il presidente della Conferenza delle Regioni, Vasco Errani - Così come è positivo che, proprio grazie all'azione delle Regioni e delle Autonomie locali il governo confermi l'impegno a riportare sin dal prossimo anno tale finanziamento ai precedenti livelli, cioè a 550 milioni di euro''.

''Spetterà poi alle Regioni, d'intesa con gli Enti locali, la destinazione finale di tali risorse, ancora evidentemente insufficienti, nell'ambito di quelle categorie svantaggiate, indicate nel decreto stesso, e in linea con le programmazioni regionali già definite. Ma bisogna evitare di continuare a fare confusione: tutto ciò non c'entra nulla con il 'piano per il rilancio dell'edilizia', conseguente all'Accordo Stato-Regioni del 1 aprile 2009'' ha detto Errani, invitando ad evitare '''l'effetto annuncio'''.

E critiche arrivano da Legambiente. Per l'associazione ambientalista si è fatto "tanto rumore per nulla. O quasi. Doveva servire a ridare slancio in tutta Italia al settore edilizio in crisi. Doveva servire ad ammodernare e migliorare qualitativamente il patrimonio edilizio esistente e quello futuro. Se questi erano gli obiettivi il risultato è un sostanziale fallimento".

''Il quadro che emerge nel Paese - dichiara Edoardo Zanchini, responsabile energia e urbanistica di Legambiente - offre un'unica certezza: avremo un sistema di regole diverso in ogni Regione italiana''. "Se si vuole dare un futuro al settore edilizio - avverte l'associazione - bisogna dare risposte all'emergenza abitativa e legarla a un vasto programma di riqualificazione energetica di case, quartieri, periferie''.

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ugc
viacovo ha scritto (21/07/2009 - ore 13:35) segnala un abuso
ugc
Ma di preciso dove sorgeranno queste case?
ugc
ugc
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