Ancora fumata nera per nuovo rettore La Sapienza, si torna al voto dal 20 al 23 ottobre

Faccini: il modello di "università pubblica, generalista e democratica nella quale il governo è in ascolto"

L'università La Sapienza di Roma(Ipa)
L'università La Sapienza di Roma(Ipa)
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16 ottobre 2026 | 18.17
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E' ancora fumata nera per l'elezione del nuovo rettore dell'università di Roma 'La Sapienza' che raccoglierà il testimone di Antonella Polimeni il cui mandato, iniziato nel 2020, è arrivato al termine. Dopo la prima tornata, nella quale nessun candidato aveva ottenuto il 50% più uno dei voti totali pesati, si è conclusa con un nulla di fatto anche la seconda votazione, iniziata il 13 ottobre e conclusa oggi. Dopo la decisione di Maria Sabrina Sarto di ritirarsi dalla corsa, sono quattro i candidati in campo alla guida dell'ateneo per il 2026-2032: Fabio Lucidi, Antonio Carcaterra, Pierpaolo D'Urso, e Riccardo Faccini ma nessuno di loro ha raggiunto la maggioranza assoluta. Si tornerà quindi al voto dal 20 al 23 ottobre con le stesse regole. E se nemmeno la prossima settimana sarà centrata la soglia, si andrà al ballottaggio tra i due candidati che hanno ottenuto il maggior numero di voti nella terza tornata. Nella votazione appena conclusa Fabio Lucidi ha ottenuto 1.207,46 voti, Pierpaolo D'Urso 1. 140,63 voti, Riccardo Faccini 880,78 voti, Antonio Carcaterra 746,13 voti.

"Sono contento di aver consolidato il terzo posto e credo di poter rappresentare una soluzione di sintesi", ha affermato all'Adnkronos Riccardo Faccini, fisico delle particelle ed ex preside della facoltà di Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali. Faccini guarda a La Sapienza come "un'università pubblica, generalista e democratica nella quale il governo è in ascolto e ha particolare cura per tutti e tutte all'interno dell'ateneo, in particolare, per creare quegli strumenti e quelle strutture affinché ciascuno dei docenti, della personalità, delle rappresentanze studentesche che contribuiscono a creare la realtà di Sapienza, si sentano di avere le armi giuste per portare avanti le missioni dell'ateneo".

"Credo di poter creare un governo in ascolto e collegiale che faccia sentire tutti forti nel portare avanti le missioni dell'ateneo che sono fondamentali", ha continuato Faccini, convinto "dell'importanza di un ateneo come attore cruciale all'interno della società e anche della politica nazionale e internazionale".

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