Assalto alla Cgil, pg chiede conferma condanne per Fiore, Castellino e Aronica

Assalto alla Cgil, pg chiede conferma condanne per Fiore, Castellino e Aronica
25 febbraio 2026 | 15.41
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La procura generale ha chiesto di confermare nel processo d’Appello in corso a Roma le condanne per il leader di Forza Nuova Roberto Fiore, per l’ex Nar Luigi Aronica, per Giuliano Castellino e agli altri quattro imputati per l’assalto alla Cgil avvenuto nel corso della manifestazione ‘no green pass’ del 9 ottobre del 2021. “La sentenza dei giudici di primo grado fornisce una motivazione puntuale in merito alle responsabilità dei singoli imputati sulle accuse contestate - ha sottolineato il sostituto procuratore generale Francesco Scavo nel corso della requisitoria davanti ai giudici della Prima sezione della Corte di Appello chiedendo la conferma integrale della sentenza di primo grado - Inoltre le dichiarazioni degli imputati sono risultate contraddittorie e smentite dai filmati agli atti”.

Nel dicembre 2023 erano stati condannati in primo grado a otto anni e mezzo di reclusione il leader di Forza Nuova Roberto Fiore e l’ex Nar Luigi Aronica, a otto anni e 7 mesi Giuliano Castellino, a 8 anni e 2 mesi Salvatore Lubrano, Luca Castellini, Lorenzo Franceschi e Pamela Testa. Il pg ha chiesto inoltre nel corso della discussione, depositando alcune note della Digos, per il segretario nazionale di Forza Nuova Roberto Fiore e per il vicesegretario Luca Castellini la misura cautelare del divieto di espatrio ritenendo sussistente il pericolo di fuga. Richiesta rigettata dai giudici d’Appello secondo i quali nelle informative depositate non ci sono elementi attuali sul pericolo di fuga.

“Ho letto queste informative ed è in atto una discriminazione nei miei confronti - ha detto Fiore nel corso di dichiarazioni spontanee - Si parla della mia attività politica, del mio essere segretario di Forza Nuova, anche di fatti risalenti nel tempo, secondo dunque quanto riportato in queste informative io non dovrei fare politica. E’ una discriminazione che avviene dopo che ho denunciato 7 investigatori della Digos per calunnia - ha proseguito il leader di Forza Nuova - e ora mi ritrovo con queste relazioni. Non vi sono elementi dai quali emerga il pericolo che io possa fuggire e ribadisco che è in atto una discriminazione nei miei confronti”.

Agli imputati sono contestati, a vario titolo, dopo l'inchiesta della pm Gianfederica Dito, i reati di devastazione aggravata in concorso, quello, sempre in concorso, di resistenza a pubblico ufficiale pluriaggravata e per Castellino, Fiore e per l’ex Nar Aronica anche il reato di istigazione a delinquere. La Corte dell’udienza di questa mattina, alla luce delle richieste di rinnovazione dibattimentale presentate dalle difese degli imputati di sentire alcuni testimoni, tra i quali l’attuale ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, all’epoca dei fatti prefetto di Roma, in seguito a un’intervista rilasciata il 9 febbraio scorso in un’intervista tv, ha comunicato che “saranno esaminate unitamente al merito all'esito delle conclusioni formulate da tutte le parti”.

Giuliano Castellino dal palco di piazza del Popolo, hanno scritto i giudici di primo grado nelle motivazioni, ''ha istigato la folla indirizzandola verso condotte criminali non solo con l'esortazione ‘andiamo ad assediare, andiamo a prendere la Cgil’, ma anche con quelle espressioni di attacco frontale alle istituzioni, innumerevoli e connotate da una ingravescente esortazione alla violenza, correlate ed amplificate dalle omologhe esternazioni’’ di un altro indagato ''con il quale si rimbalzava parola e microfono in una ben concertata staffetta finalizzata a ‘scaldare’ la piazza, galvanizzata anche con frasi ad effetto del tipo ‘sia chiaro che oggi ci prendiamo la città’’’. Diversa valutazione, avevano sottolineato i giudici della prima sezione penale di Roma, “per gli imputati Fiore e Aronica, i quali non sono stati protagonisti di pubblici proclami e/o pubbliche esternazioni, condotta in tal senso descritta e circoscritta come penalmente rilevante dalla norma incriminatrice, laddove di quelle condotte verso le quali Castellino indirizzò i manifestanti, questi imputati furono artefici e comunque complici”.

Lo scorso anno nell’Appello bis erano state confermate le condanne, dopo il rinvio disposto dalla Cassazione, per altri nove imputati che avevano optato per il rito abbreviato, tra i quali Fabio Corradetti, figlio della compagna di Giuliano Castellino. Nelle prossime udienze del processo in corso in Appello prenderanno la parole le parti civili e le difese con la sentenza che arriverà ad ottobre.

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