Attentato sinagoga di Roma, altri cinque indagati per l'attacco terroristico del 1982

Chiuse le indagini della Procura di Roma scaturite da inchiesta francese sull'attentato al quartiere ebraico dell'agosto '82. Pm: "Emersa la strategia dell'organizzazione di Abu Nidal e la convergenze tra gli attentati"

La sinagoga di Roma
La sinagoga di Roma
17 marzo 2026 | 13.42
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Ci sono altri cinque indagati per l'attacco terroristico alla Sinagoga di Roma avvenuto il 9 ottobre 1982. A distanza di 44 anni dall'attentato che scosse la comunità ebraica romana uccidendo il piccolo Stefano Gaj Taché di appena due anni e causando il ferimento di 40 fedeli davanti al Tempio maggiore, la Procura di Roma ha emesso l'avviso di conclusione indagini per altre cinque persone per le quali si ipotizza la corresponsabilità nell'attentato.

Le indagini condotte dalla Digos di Roma e dalla Direzione centrale della polizia di prevenzione, sono state riattivate sulla base di nuove notizie emerse nelle indagini condotte in Francia sull'attentato compiuto nel quartiere ebraico di Parigi il 2 agosto 1982 e riconducibili alla stessa organizzazione.

Come avvenne l'attacco del 1982

Il commando, composto da terroristi appartenenti alla organizzazione capeggiata da Abu Nidal, lanciò bombe a mano, contemporaneamente esplodendo raffiche con pistole mitragliatrici all'indirizzo dei numerosi fedeli che, al termine della funzione religiosa, stavano uscendo dal cancello secondario della Sinagoga su via Catalana, dileguandosi poi nelle vie adiacenti.

L'istruttoria dell'epoca aveva portato alla condanna all'ergastolo di Osama Abdel Al Zomar, palestinese, rimasto latitante, con Sentenza della Corte d'Assise di Roma del 23 maggio 1989, divenuta irrevocabile l'11 maggio 1990 per concorso nell'attentato.

Pm: "Convergenze tra gli attentati di Roma e Parigi"

Le nuove indagini sull'attentato alla sinagoga di Roma che hanno visto anche l'acquisizione di una memoria depositata il 14 giugno 2022 dalla comunità ebraica di Roma, si sono svolte - spiega la procura di Roma - in cooperazione con l'Autorità Giudiziaria francese, polo antiterrorismo di Parigi, anche con la creazione di una Squadra investigativa comune, istituita l'8 febbraio 2023 alla luce delle convergenze effettivamente emerse tra l'attentato perpetrato a Roma e quello del 9 agosto 1982 presso il ristorante 'Jo Goldenberg', nel quartiere ebraico del IV Arrondissement di Parigi, nel corso del quale un commando, lanciando una granata a mano all'interno del locale e successivamente aprendo il fuoco su avventori e passanti, aveva causato sei morti e oltre una ventina di feriti tra cui 4 italiani.

Nel corso delle indagini - spiegano i magistrati - sono stati sviluppati accertamenti ad ampio spettro, anche con mirate attività tecniche ed acquisizione di testimonianze e documentazione, in correlazione con la rilettura, l'analisi e il raffronto con gli atti istruttori e dibattimentali dell'epoca, le fonti diplomatiche e giornalistiche, i documenti di archivi privati e pubblici, sia relativi all'attentato in questione che degli altri compiuti a Roma in quegli anni e riconducibili alla stessa organizzazione.

Il complesso delle evidenze ha consentito di confermare la collocazione dell'evento nella strategia dell'organizzazione di Abu Nidal, di far emergere le convergenze oggettive e soggettive tra gli attentati di Roma e Parigi e di individuare quindi gli appartenenti all'organizzazione che si ritiene abbiano contribuito al compimento dell'attentato alla Sinagoga di Roma, concorrendo con diversi ruoli e funzioni: decisione e supervisione, organizzazione e logistica, contributo operativo.

Chi sono i nuovi indagati

L'avviso di chiusura indagini riguarda Abou Zayed Walid Abdulrahman, 68enne, detenuto in Francia e a giudizio per la strage del 2 agosto 1982 di Rue des Rosiers a Parigi; Abed Adra Mahmoud Khader, 71enne palestinese residente in Cisgiordania; Abassi Souheir Mohammad Hassan Khalil, 74enne di origine palestinese residente in Giordania; Hamada Nizar Tawfiq Mussa, 65enne di origine palestinese residente in Giordania; Abu Arkoub Omar Mahid Abdel Rahman, 66enne di origine palestinese, residente in Giordania; si ipotizza che abbiano agito in concorso anche con Alhamieda Rashid Mahmoud alias Fouad Hijazy, Maher Said, Al Awad Yousif alias Arabe El Arabi Tawfik Gamal, deceduti.

Sono emersi dal lavoro di ricostruzione - spiegano ancora i magistrati - i tratti della storia e della collocazione dell'organizzazione terroristica, fondata nel 1974 da Sabri Khalil Abdul Hamid Al Banna alias Abu Nidal nel segno del radicale rifiuto di ogni tipo di dialogo con Israele, a seguito della decisione di Arafat di rinunciare ad effettuare azioni violente fuori da Israele e dai Territori Occupati. Numerosi furono gli attacchi terroristici, ai danni di obiettivi ebraici e non solo, perpetrati in Europa, Italia compresa, e in Medio Oriente fra la seconda metà degli anni '70 e gli anni '80. I fatti di Parigi e Roma si inserivano in un contesto di fortissima tensione. Solo quattro mesi prima dell'azione omicidiaria condotta presso il Tempio Maggiore di Roma, precisamente il 4 e il 5 giugno 1982, vi era stato un raid aereo delle forze armate israeliane sui campi profughi palestinesi e altri obiettivi dell'Olp a Beirut e nel Sud-Libano, che aveva causato la morte di 45 persone e il ferimento di altre 150, mentre il successivo 6 giugno aveva inizio l'operazione nel sud del Libano nota come "Operazione Pace per la Galilea".



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