Brescia, progettava attentati contro stadi e chiese: giovane arrestato per terrorismo internazionale

Il ragazzo era in contatto con un'organizzazione attraverso il gruppo 'I Pericolosi d’Egitto'

Auto della polizia - Ipa
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07 marzo 2026 | 13.29
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Pianificava attentati terroristici contro stadi e luoghi di culto a Brescia auto-addestrandosi a colpire consultando siti internet per la creazione di esplosivi. Per questo la polizia ha notificato un’ordinanza di custodia cautelare in carcere a un giovane di origine egiziana ritenuto partecipe di un’associazione con finalità di terrorismo internazionale.

Il ragazzo, di origine egiziana, era già stato arrestato nel 2024 per apologia di delitti aggravata dalla finalità di terrorismo commesso attraverso una molteplicità di condotte, volte a propagandare ed esaltare le attività dell’Islamic State. L’attività investigativa condotta dalla Direzione Centrale della Polizia di Prevenzione/UCIGOS e dalle D.I.G.O.S. di Brescia e Bergamo traeva origine da informazioni ricevute dall’A.I.S.E., che hanno permesso agli investigatori di eseguire mirati approfondimenti nei confronti del giovane che dimostrava uno spiccato attivismo su diversi social e su taluni network virtuali giovanili, manifestando interesse per tematiche jihadiste. In particolare, si era rilevato come il giovane si fosse costantemente impegnato nella condivisione ed esaltazione sul web di contenuti apologetici riguardanti l’I.S., la Jihad Islamica Palestinese e la pratica del martirio.

Dalle evidenze investigative era emersa la volontà dell’indagato di passare all’azione, attuando condotte violente contro i Kuffar, gli 'infedeli', in quanto cristiani. In particolare, era stata ricostruita l’attività preparatoria finalizzata a colpire i fedeli cristiani frequentatori di una chiesa al centro di Bergamo. Per questi fatti il ragazzo è stato condannato in primo grado per apologia di delitti con finalità di terrorismo, attraverso una molteplicità di iniziative, volte a propagandare ed esaltare le attività dello Stato islamico e la Jihad. Parallelamente, sono proseguite le indagini per ricostruire il circuito relazionale dell’indagato.

Adesso le nuove indagini della Digos di Brescia e l'analisi dei dispositivi sequestrati hanno fatto emergere come il giovane non fosse un semplice 'lupo solitario', ma che operasse in sinergia con altri e coordinandosi nella condivisione di progettualità terroristiche comuni e condivise.

In particolare, si è accertata l’esistenza del gruppo su sistemi di messaggistica istantanea 'I Pericolosi d’Egitto' e di una correlata associazione terroristica. Alla luce di quanto emerso dalle indagini, la procura distrettuale di Brescia ha richiesto al gip l’emissione di una ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti del giovane in quanto partecipe all’associazione terroristica di matrice islamica denominata 'Islamic State Khorasan Province (ISKP)' di stampo jihadista.

Le indagini hanno consentito di riscontrare, infatti, come l’indagato, quale partecipe del gruppo 'I pericolosi d’Egitto', pianificasse attentati terroristici, prendendo di mira stadi e luoghi di culto, progettando di arruolarsi tra i combattenti del Daesh in Mozambico, e provvedesse al suo auto-addestramento consultando siti internet per la creazione di esplosivi e condividendo video riguardanti l’utilizzo di kalashnikov e combattimenti.

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