Caro carburanti, tir in sciopero in Sicilia da domani al 20 ottobre

I mezzi resteranno nei rispettivi piazzali e le navi con i prodotti alimentari non saranno scaricate

Sciopero dei tir, repertorio - (Fotogramma/Ipa)
Sciopero dei tir, repertorio - (Fotogramma/Ipa)
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15 ottobre 2026 | 19.54
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Scatta a mezzanotte la serrata dei tir in Sicilia. E proseguirà fino al 20 ottobre. Non ci saranno blocchi stradali, ma i mezzi rimarranno nei rispettivi piazzali e le navi con i prodotti ortofrutticoli e gli alimentari per i supermercati non saranno scaricate. E' quanto fa sapere Salvatore Bella, rappresentante del Comitato trasporto siciliano. I trasportatori lamentano l'aumento del corso dei carburanti. "Abbiamo costituito il Comitato trasporto siciliano perché non ci sentiamo più rappresentati dalle organizzazioni sindacali nazionali, colpevoli di aver smesso di fare i nostri interessi. Dobbiamo fermare l'effetto domino che si va a innescare: l'impennata del carrello della spesa e il rincaro di tutte le materie prime che trasportiamo finiscono per abbattersi direttamente sull'utente finale, ovvero il cittadino".

Intanto il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha convocato per martedì 27 ottobre, alle 16, presso la sede centrale del dicastero a Porta Pia, un incontro con le rappresentanze del settore dell’autotrasporto. All’incontro - viene specificato nella nota del Mit - saranno invitati a partecipare anche rappresentanti della presidenza del Consiglio dei Ministri, del ministero dell’Economia e delle Finanze e del ministero delle Imprese e del Made in Italy.

L'attacco del Pd con Schlein e Boccia: "Il Sud si sta bloccando"

La crisi dei rifornimenti di carburante e le mobilitazioni nel Mezzogiorno riaccendono la battaglia politica a Palazzo Madama. A lanciare l'allarme è la segretaria del Pd, Elly Schlein: "Il Sud Italia si sta bloccando, in Calabria le proteste di agricoltori e autotrasportatori si sono allargate, ma anche in Basilicata, Sicilia e Puglia ci sono code interminabili ai distributori, con scorte di carburante in esaurimento". Schlein incalza l'esecutivo sulle soluzioni da adottare: "Alla carenza di carburante si sommano prezzi insostenibili, che mettono in ginocchio imprese e famiglie. Servono interventi immediati: cosa aspettano ad attivare le accise mobili e a tassare gli extraprofitti delle società energetiche?".

A farle eco è il presidente dei senatori dem, Francesco Boccia, che punta il dito contro i rischi per la tenuta sociale del Paese: "Nel nostro Mezzogiorno divampa la protesta. In Puglia centinaia di trattori stanno bloccando le principali arterie stradali e la protesta si sta diffondendo". Per Boccia si tratta di "un governo di irresponsabili che rischia di creare una frattura sociale ancora più netta tra Nord e Sud, mettendo a rischio la distribuzione delle merci primarie e alimentando una rischiosa protesta, senza nemmeno rispondere alle richieste di incontro di autotrasportatori e agricoltori".

Conte: "Condizioni insostenibili, si moltiplicano le proteste"

"Ci sono troppi cittadini allo stremo per i rincari, si moltiplicano le proteste" scrive il leader del M5S Giuseppe Conte sui social. "Al sud, nell'indifferenza di molti media, si alza il grido di allarme di agricoltori, autotrasportatori, pescatori, operai dalla Puglia alla Calabria e alla Sicilia. Lavorano in condizioni insostenibili. Meloni non può continuare a scappare dai problemi o a presentarsi a mani vuote come ieri in Parlamento". "Dobbiamo rassegnarci ai 'nuvoloni' annunciati dal Ministro dell'economia? No, grazie. Perché qui c'è chi è al sole mentre tanti soffrono: i colossi energetici, le lobby delle armi che festeggiano enormi profitti fra rincari e riarmo. Prendiamo le risorse dove ci sono e diamo sollievo a chi non ne può più anziché mettere 14 miliardi di spese extra su armi e difesa. La politica deve offrire soluzioni: il tempo della propaganda è finito. La realtà bussa alla porta", conclude.

Forza Italia: "Facciamo i conti con le risorse reali, da voi solo critiche"

Parlando in Aula nel corso delle dichiarazioni di voto del decreto carburanti, il senatore e vice capogruppo di Forza Italia a Palazzo Madama Adriano Paroli, sottolinea come nasca da “un’emergenza, ma si inserisca in una strategia più ampia per affrontare la crisi energetica, con interventi immediati sul prezzo dei carburanti e misure strutturali per rafforzare la sicurezza degli approvvigionamenti e la capacità produttiva nazionale". "Avremmo voluto un impatto ancora più significativo, ma dobbiamo fare i conti con le risorse disponibili e con ciò che è concretamente possibile realizzare. Al tempo stesso, l’accelerazione dei procedimenti energetici guarda al medio periodo e punta a evitare ritardi che potrebbero compromettere la resilienza del nostro sistema. Da chi critica il provvedimento, in quest’Aula, non ho sentito proposte alternative concrete in questa direzione; ho sentito, invece, posizioni che rischiano di rallentare questa strategia. In un contesto internazionale instabile, garantire continuità, sicurezza e rapidità nelle decisioni strategiche è essenziale per tutelare l’interesse nazionale”.

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