E' un volume dedicato a un caso - quello dell'omicidio di Chiara Poggi - che appassiona e inquieta gli italiani, quello di Giancarla Rondinelli presentato oggi al Senato: l'incontro su "L'impronta - La lezione di Garlasco e la fiducia degli italiani nella Giustizia", (ed. Rubbettino), con prefazione del presidente del Senato Ignazio La Russa, ha offerto l''occasione per un confronto fra politici, giornalisti e operatori dell'informazione. L’evento, moderato dalla giornalista Hoara Borselli, si è aperto con i saluti del senatore Maurizio Gasparri, e ha visto gli interventi del direttore del Tg1 Gian Marco Chiocci, del direttore ilfattoquotidiano.it Peter Gomez, del presidente Socialcom Luca Ferlaino e della stessa autrice.
“Su Garlasco il fattore che inquieta la gente è il tempo” ha osservato Chiocci, ricordando "il tempo trascorso dal giorno dell’omicidio, ma anche il tempo trascorso per un’inchiesta della procura di Pavia nei confronti della procura di Brescia. Tanto tempo passato ad approfondire tutto quello che sta emergendo oggi e che si poteva fare all’epoca”. “La gente è spaventata e non capisce perché è servito così tanto tempo, è pervasa da un senso di smarrimento. Ed è su questo tempo trascorso che poi la politica si è inserita”, sottolinea. “Dall’altra parte- precisa Chiocci - il tempo che scorre permette anche di 'scavare' nella notizia e di trovare alla fine i risultati e quindi di ribaltare quella che era stata una narrazione completa e conclusa”.
“Su Garlasco - gli ha fatto eco Peter Gomez - non ho una posizione personale, essa la si può desumere solo dalla lettura di tutti gli atti processuali ma nemmeno da quelli". "Questa vicenda ha a disposizione atti pubblici e facilmente reperibili. Il problema è che se gente che non ha la perizia sufficiente va ad interpretare i vecchi atti, è un problema”. Per quanto riguarda il fronte dei social il presidente di Socialcom Luca Ferlaino sottolinea che “bisogna contestualizzare questa vicenda nella società attuale, dagli utenti social viene vissuta come se fosse una serie su Netflix”. "Dai social vediamo che Stasi e Sempio vengono molto menzionati, il sentiment quindi è molto negativo verso tutti e due i personaggi", due figure - ha concluso - che "dagli utenti social sono considerati come due 'cattivi' ".