Caso Hasib, inchiesta pm Roma per tortura e falso: poliziotto a processo

In abbreviato un altro agente condannato a un anno e quattro mesi e una poliziotta assolta

Caso Hasib, inchiesta pm Roma per tortura e falso: poliziotto a processo
30 gennaio 2026 | 15.04
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Rinviato a giudizio il poliziotto Andrea Pellegrini, accusato di tortura e falso nel procedimento sul caso di Hasib Omerovic, il 39enne precipitato dalla finestra il 25 luglio 2022 durante un’attività degli agenti del commissariato Primavalle nell’abitazione di via Gerolamo Aleandro. All’udienza preliminare di questa mattina a Roma il gup ha inoltre condannato in abbreviato a un anno e 4 mesi il poliziotto Alessandro Sicuranza, accusato di falso, e assolto un'altra agente Maria Rosa Natale, anche lei accusata di falso. Il ministero dell’Interno sarà responsabile civile per quanto riguarda la posizione di Pellegrini, in servizio all’epoca dei fatti al distretto XIV di Primavalle, il cui processo inizierà il prossimo 2 novembre. Nel procedimento sono parti civili la famiglia di Hasib, che a causa dei fatti ha trascorso otto mesi di ricovero in ospedale, e l’associazione 21 luglio.

Dopo l’inchiesta che era stata avviata dal pm Stefano Luciani, a Pellegrini viene contestato il reato di tortura. In particolare, secondo l’accusa, durante l’attività di identificazione in casa di Omerovic "con il compimento di plurime e gravi condotte di violenza e minaccia, cagionava al 36enne un verificabile trauma psichico, in virtù del quale lo stesso precipitava nel vuoto dopo aver scavalcato il davanzale della finestra della stanza da letto nel tentativo di darsi alla fuga per sottrarsi alle condotte violente e minacciose in atto nei suoi confronti’’. Pellegrini è accusato anche di falso. In particolare, i poliziotti avrebbero falsamente attestato che l’intervento in via Girolamo Aleandro fosse ‘’dipeso dall’essersi incrociati per strada lungo il tragitto e non, come realmente accaduto, da accordi telefonici previamente intercorsi’’. Gli agenti avrebbero, inoltre, omesso ‘’di indicare tutte le condotte poste in essere da Pellegrini all'interno dell'appartamento’’.

Un altro poliziotto, Fabrizio Ferrari, che ha collaborato alle indagini e la cui posizione era stata stralciata, dopo l’ok della procura che ha riconosciuto le attenuanti generiche prevalenti sull’aggravante, ha patteggiato undici mesi e sedici giorni. “La decisione del gup è importante perché si è verificata l’esistenza di una serie di elementi a carico di Pellegrini che confermano un’istruttoria approfondita e senza lacune” afferma all’Adnkronos l’avvocato Arturo Salerni, legale di parte civile per l’associazione 21 luglio.

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