“Ceuta resisti! Europa combatti!” e “Sánchez nemico d’Europa”. Sono i testi di due striscioni affissi nella notte a Roma e firmati da CasaPound per "denunciare quanto accaduto nella città spagnola e richiamare l’attenzione sulla progressiva erosione della sovranità europea".
“Quella di Ceuta – spiega Cpi in una nota – non può essere derubricata all’ennesima emergenza migratoria da amministrare nell’attesa che l’attenzione pubblica si spenga. Quando una frontiera europea viene sottoposta a una pressione di massa, ciò che viene messo in discussione non è soltanto l’ordine pubblico, ma la capacità stessa di uno Stato e di un continente di custodire i propri confini. Ceuta rappresenta il fallimento di una politica che da anni pretende di governare l’immigrazione senza mai interrogarsi sulle conseguenze della sua incontrollata perpetuazione. Sánchez è l’espressione delle sinistre europee pro immigrazione e di governi che continuano a inseguire le emergenze, anziché affrontarne le cause e ristabilire il principio secondo cui i confini non sono una formalità amministrativa, ma una prerogativa irrinunciabile della sovranità. Per questo 'Ceuta resisti, Europa combatti' non è soltanto uno slogan, ma un monito. L’Europa deve tornare a difendere i propri confini, la propria identità e la sicurezza dei propri cittadini. L’unica soluzione politica possibile, di fronte al fallimento dell’immigrazione di massa, è la Remigrazione: controllo effettivo delle frontiere, rimpatri, arresto dei flussi incontrollati e una nuova politica europea fondata sulla sovranità”.
“La nostra solidarietà va al popolo spagnolo e a quello di Ceuta sotto assedio – conclude CasaPound – perché non parliamo di una periferia lontana ma di una frontiera d’Europa. E quando una frontiera viene abbandonata, prima o poi è l’intero continente a pagarne il prezzo”.