L'influencer dopo la sentenza: "Appena ho sentito ‘articolo 531’ ho pianto, sembrava una scena da film. È stata la fine di un incubo"
"Sono stati due anni in cui tutte le cose che potevano andare male sono andate male, ma ho sempre pensato che ci doveva essere per forza un bel finale perché non c’era nessun elemento per parlare di una truffa". Così Chiara Ferragni dopo la sentenza Chiara Ferragni, prosciolta al termine del processo con rito abbreviato che la vedeva imputata a Milano per truffa aggravata in relazione alle operazioni commerciali 'Pandoro Balocco Pink Christmas' (Natale 2022) e 'Uova di Pasqua Chiara Ferragni - sosteniamo i Bambini delle Fate' (Pasqua 2021 e 2022)'.
"Appena ho sentito ‘articolo 531’ ho pianto, sembrava una scena da film. È stata la fine di un incubo", ha detto in un'intervista al 'Corriere della sera'. Ferragni ammette di aver commesso errori di comunicazione, ma sempre in buona fede: "Eravamo all’apice del nostro successo, con Sanremo, campagne globali e progetti benefici importanti. Non avremmo mai fatto qualcosa di irregolare.
Il periodo è stato molto difficile anche sul piano personale. La separazione pubblica dal marito Fedez e gli attacchi mediatici l’hanno fatta sentire abbandonata: "Molte persone sono sparite, altre invece mi hanno dato energia e forza. La mia famiglia, gli amici, gli avvocati mi hanno sempre sostenuto".
E racconta di essere cambiata: "Prima il valore era di essere sempre sulla cresta dell’onda, fare progetti di successo, sentire che comunque tutti mi applaudivano. In questi due anni ho fatto un lavoro su me stessa pazzesco perché ho imparato a prendermi cura della mia persona e a credere ogni giorno che la verità sarebbe emersa. Io sono un’eterna positiva, cerco sempre di vedere il bello. Adesso pian piano comincerò a parlare e racconterò senza rabbia cosa sono stati questi due anni".