Csm, esposto contro ex procuratrice Nola: nuovamente assolti i cinque pm

Difensori, ‘seconda assoluzione nel merito dimostra come volessero solo difendere esclusivamente se stessi e tutelare l’istituzione che rappresentano’

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08 settembre 2026 | 13.56
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Sono stati nuovamente assolti i cinque pm finiti davanti alla Sezione Disciplinare del Csm per il caso della procura di Nola dove nel 2021 dodici sostituti procuratori su tredici dell’Ufficio presentarono un esposto alla procura generale di Napoli contro l’allora procuratrice Laura Triassi per comportamenti “gravemente scorretti”, poi sanzionata in seguito a quell’iniziativa con la censura e il trasferimento alla procura generale di Potenza. Nella denuncia in cui i magistrati lamentavano disagio e malessere per la gestione dell’ufficio si faceva riferimento a registrazioni audio che documentavano le condotte denunciate dai sostituti, motivo per il quale sono finiti sotto procedimento a palazzo Bachelet anche cinque magistrati dei dodici che avevano presentato l’esposto, in possesso materialmente dei file audio.

Per loro, Patrizia Mucciacito, Arturo De Stefano, Sarah Caiazzo, Luca Pisciotta, Gianluigi Apicella, la sezione disciplinare nel settembre del 2024 aveva pronunciato sentenza di assoluzione per insussistenza dell’addebito. Sentenza che però nei mesi scorsi era stata annullata con rinvio dalle Sezioni Unite Civili della Cassazione riportando i cinque magistrati davanti alla sezione disciplinare, in diversa composizione, che oggi li ha nuovamente assolti. Per loro la procura generale della Cassazione nell’udienza di giugno aveva chiesto la sanzione della censura sostenendo che “esistevano mezzi alternativi e leciti per tutelarsi, come rivolgersi alle sedi competenti. Le registrazioni sono iniziate prima della presentazione della denuncia - aveva detto il rappresentante della procura generale - e dal quadro delineato la condotta così come descritta è affetta dalla gravità richiesta dalla legge”.

Di parere opposto le difese dei cinque magistrati che davanti alla sezione disciplinare hanno insistito per l’assoluzione arrivata oggi. “Siamo soddisfatti perché credo si sia fatta giustizia rispetto ad una vicenda complessa e dolorosa - commenta all’Adnkronos il magistrato Giuseppe Visone difensore in sede disciplinare insieme al collega Raffaello Magi - La seconda assoluzione nel merito dimostra come i colleghi volessero soltanto difendere esclusivamente se stessi e tutelare l’istituzione che rappresentano”.

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