Cyberbullismo, indagine Moige-Piepoli, 23% ragazzi vittime o testimoni

Cyberbullismo, indagine Moige-Piepoli, 23% ragazzi vittime o testimoni
06 febbraio 2026 | 11.34
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Oltre la metà dei nostri ragazzi trascorre più di tre ore al giorno online, uno su due utilizza l'intelligenza artificiale per fare i compiti senza averne compreso rischi e limiti, e quasi un quarto ha incontrato di persona sconosciuti conosciuti su internet. Sono i dati allarmanti dell'ultima indagine condotta dal Moige in collaborazione con l'Istituto Piepoli nel 2025 su 1.546 studenti di scuole medie e superiori, che fotografano una generazione iperconnessa (55% oltre 3 ore al giorno online), esposta a rischi crescenti e drammaticamente sola di fronte alle violenze digitali.​

In occasione del Safer Internet Day 2026, che si celebrerà il 10 febbraio in tutta Europa, il Moige ha lanciato oggi dall'Istituto Comprensivo Regina Elena di Roma una nuova ‘offensiva' contro il cyberbullismo, grazie al sostegno della Fondazione Roma, schierando anche il suo centro mobile antibullismo: un ufficio itinerante dotato di personale specializzato che raggiungerà scuole e comuni per coinvolgere studenti, docenti e famiglie. All'evento formativo di oggi hanno partecipato Lia Gentile, dirigente scolastica dell'Istituto; Antonio Affinita, direttore generale Moige; Lavinia Mennuni, Senatrice, commissione parlamentare per l'infanzia e l'adolescenza; Chiara Iannarelli, consigliera regione Lazio, vice presidente commissione lavoro, formazione, istruzione politiche giovanili, Carla Consuelo Fermariello, consigliera dell'assemblea capitolina; Alessandro Colarullo, vice responsabile funzione attività istituzionali Fondazione Roma e le testimonial Giulia Latini e Angelica Massera, content creator.​

Il cyberbullismo colpisce duro e nel silenzio: il 7% dei ragazzi dichiara di essere stato vittima diretta, mentre il 16% ha assistito come testimone a episodi di violenza online. I comportamenti scorretti più diffusi includono esclusioni da gruppi, pettegolezzi, insulti e hate speech: il 29% ha subito o assistito a tali episodi, e un ulteriore 36% segnala che avvengono occasionalmente. L'aspetto più drammatico è l'omertà: di fronte a questi fenomeni, solo il 12% interviene a difesa della vittima e appena il 5% segnala l'accaduto a un adulto, mentre il 7% non fa nulla, un allarme cui il Moige risponde anche con un nuovo numero di messaggistica 333 11 22 11 2, facilmente memorizzabile anche per i più giovani, insieme al numero verde 800 93 70 70 per garantire supporto qualificato alle segnalazioni e alle richieste di aiuto provenienti da genitori, minori e docenti.

Il 55% dei ragazzi trascorre almeno tre ore al giorno connesso al di fuori dell'orario scolastico, con il 14% che supera le cinque ore quotidiane. Lo smartphone è il dispositivo dominante per il 93% degli intervistati. Il tempo prolungato online genera criticità: il 43% dei ragazzi riceve frequenti richiami dai familiari per l’uso eccessivo dei dispositivi, mentre solo il 22% riesce a stare lontano dagli strumenti digitali senza provare ansia. I social network sono frequentati regolarmente dal 94% del campione: WhatsApp guida con l'87% di utilizzo, seguito da TikTok (58%), Instagram (57%) e YouTube (55%). Il 64% si dichiara molto o abbastanza attivo sui social, mentre il 63% usa sempre o spesso la propria vera identità.​

Le relazioni con sconosciuti online rivelano vulnerabilità allarmanti: il 30% accetta richieste di amicizia da persone mai conosciute e il 23% ha incontrato di persona qualcuno conosciuto solo online, con un picco del 31% tra i 15-17enni. Sul fronte dell'intelligenza artificiale, il 51% dei giovani la utilizza regolarmente (71% tra gli studenti delle superiori), il 29% la usa sempre o spesso per fare i compiti (54% tra i 15-17enni). Tuttavia, solo il 21% ha ricevuto formazione adeguata sui rischi e le opportunità dell'Ia, mentre il 33% ha ricevuto informazioni errate dagli strumenti stessi. Il 48% dei ragazzi è caduto almeno occasionalmente vittima di fake news, nonostante il 52% dichiari di verificare sempre le notizie prima di credervi. Solo il 35% considera attendibile ciò che legge online. La protezione della privacy mostra lacune preoccupanti: solo il 47% discute regolarmente delle impostazioni di privacy con adulti di riferimento e solo il 47% ha attivato filtri per limitare contenuti inappropriati. Il dato più inquietante: il 49% dei ragazzi ritiene che i social non proteggono adeguatamente i dati dei minori, mentre appena il 10% esprime fiducia nelle misure adottate dalle piattaforme.​

Grazie al sostegno della Fondazione Roma, il progetto del Moige coinvolgerà in questa fase iniziale oltre 4.000 studenti delle scuole primarie e secondarie di primo e secondo grado della città metropolitana di Roma, attraverso attività formative in 20 plessi scolastici distribuiti sul territorio cittadino. Le attività puntano all'informazione sui rischi legati a un utilizzo scorretto del web e alla promozione di un uso efficace e responsabile della rete, con l'obiettivo di far emergere situazioni di disagio psicologico da social.​ Parte importante del progetto anche la presenza del centro mobile antibullismo del Moige: un ufficio itinerante che raggiunge scuole e comuni per coinvolgere direttamente studenti, docenti e famiglie in attività di prevenzione e contrasto ai fenomeni di bullismo e cyberbullismo.​

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