Dengue, in focolai in Italia prevale trasmissione a breve distanza: entro 400 metri

Studio in collaborazione con la Fondazione Bruno Kessler, identificazione precoce e le misure rapide di controllo degli insetti vettori cruciali

Zanzara - Afp
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11 luglio 2026 | 00.31
Raffaella Ammirati
LETTURA: 2 minuti

I focolai di dengue che si verificano in Italia quando viene importato un caso dall'estero, si sviluppano quasi completamente a breve distanza dalla fonte di infezione principale, con trasmissione dell'infezione al massimo a 400 metri distanza. Lo indica uno studio coordinato dall’Istituto superiore di Sanità (Iss) e dalla fondazione Bruno Kessler con il contributo delle Regioni interessate da focolai di Dengue sierotipo 2 nel 2024 appena pubblicato da Eurosurveillance. La ricerca conferma come l’identificazione precoce e le misure rapide di controllo degli insetti vettori siano cruciali per il controllo del focolaio.

L'aumento dei casi in Europa

Le infezioni autoctone da dengue sono in aumento in Europa, in particolare in Francia, Italia e Spagna, a causa della presenza della zanzara Aedes Albopictus (la cosiddetta ‘zanzara tigre’), che è in grado di diffondere il virus quando si verifica un caso importato. Lo studio si basa sull’analisi dei focolai che si sono verificati in Italia nel 2024, che hanno portato a un totale di 296 casi, il numero più alto mai registrato in Europa continentale. Analizzando le caratteristiche spaziali e temporali della successione dei contagi e applicando dei modelli matematici i ricercatori hanno cercato di ricostruire le catene di trasmissione e di stimare le caratteristiche dei focolai, quantificando la proporzione di trasmissioni che si è verificata a varie distanze e stimando l’influenza di vari fattori, incluse temperature e mezzi di controllo applicati, sulla trasmissione secondaria del virus.

I focolai di Dengue in Italia

Durante i focolai, ha evidenziato lo studio, il tempo di trasmissione tra un caso primario e uno secondario è risultato di 18 giorni, con il contagio che si è verificato in casa nel 15,4% dei casi. Tra i casi di cui si è potuta ricostruire la catena di trasmissione meno dell’1% si è verificato a più di 400 metri dall’origine. Una volta scoperto il focolaio la trasmissibilità cala drasticamente, con il numero di casi secondari per infezione che scende da 1,4 a 0,4. Infine, le misure di controllo dei vettori sono in grado di far diminuire del 41,3% la trasmissione, che invece aumenta del 19,8% per ogni aumento di un grado della temperatura. "I focolai autoctoni di Dengue in Italia nel 2024 sono stati causati principalmente da trasmissione a breve distanza – concludono gli autori -. I nostri risultati confermano che la diagnosi precoce dei casi e il rapido controllo dei vettori sono fondamentali per ridurre la trasmissione".

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