Diagnosi sbagliata, Cassazione conferma condanna per dermatologa dopo morte della paziente

Confermata la condanna a otto mesi per omicidio colposo per la dermatologa romana accusata in relazione alla morte per un melanoma cutaneo, avvenuta sei anni fa, di Giulia Cavallone, 36enne magistrata in servizio al tribunale di Roma

Un'aula di tribunale - (Fotogramma)
Un'aula di tribunale - (Fotogramma)
03 luglio 2026 | 13.46
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La Quarta sezione penale della Cassazione ha confermato la condanna a otto mesi, per omicidio colposo, per la dermatologa romana accusata in relazione alla morte per un melanoma cutaneo, avvenuta sei anni fa, di Giulia Cavallone, 36enne magistrata in servizio al tribunale di Roma. La dermatologa, secondo l’accusa, per tre volte, nell'arco di 8 mesi aveva scambiato un melanoma maligno per una verruca seborroica, rassicurando la paziente e omettendo di porre in essere un approfondimento diagnostico che avrebbe evitato l'errore e la conseguente morte. Il collegio ha accolto le richieste del procuratore generale Olga Mignolo e del collegio dei legali delle parti civili, gli avvocati Stefano Maccioni e Nicola Di Mario.

"Si chiude così un capitolo doloroso di questa vicenda - spiegano i familiari della magistrata - iniziata con un processo per lesioni personali quando Giulia Cavallone era ancora in vita e proseguito per omicidio colposo dopo il decesso. In questi anni abbiamo proseguito questa battaglia, animati da spirito di giustizia, con l’obiettivo di sensibilizzare l'opinione pubblica sulla importanza dell'attività di prevenzione dei tumori e sulla necessità che i sanitari pongano la massima attenzione nell'affrontare ogni caso". La vicenda di Cavallone "serva ad aumentare la consapevolezza nei pazienti e nei medici, affinché tali drammatici errori non abbiano più a ripetersi", concludono.

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