Omicidio Diabolik, la sorella: "Fu un'esecuzione mafiosa, non ci arrendiamo a ingiustizia"

In una lettera all’Adnkronos lo sfogo dopo l’assoluzione in Appello di Calderon: "La sentenza ha rinforzato il sentimento di impunità, ignorati da giudici video ed elementi da approfondire"

Il luogo del delitto di Piscitelli - Ipa
Il luogo del delitto di Piscitelli - Ipa
11 maggio 2026 | 13.32
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"Noi, come famiglia e come parte civile attiva e più che presente, continuiamo a lottare perché mio fratello nonostante i suoi errori deve avere giustizia. Forse per alcuni è inaspettata e sorprendente la nostra tenacia ma di sicuro non vogliamo restare schiacciati dall'ingiustizia. Ogni passo legale percorribile qui e in Corte europea sarà percorso a tempo debito. Nel frattempo continuiamo ad allenarci per sopportare l'attesa sui mandanti e la Cassazione a cui si ricorrerà". Così la sorella di Fabrizio Piscitelli in una lettera all’Adnkronos dopo la sentenza pronunciata venerdì scorso dalla Corte d'Assise d'Appello di Roma che ha assolto l’argentino Raul Esteban Calderon per l’omicidio di suo fratello, ucciso con un colpo di pistola alla testa il 7 agosto del 2019 nel parco degli Acquedotti. Una sentenza che ha ribaltato il verdetto di primo grado che aveva invece condannato all’ergastolo Calderon, la cui vera identità per gli inquirenti è quella di Gustavo Alejandro Musumeci.

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"I magistrati della Dda non tradiranno le nostre aspettative"

"A noi non basta più che certi nomi, se davvero responsabili, siano noti sulle pagine di libri e giornali, vogliamo che lo siano nelle aule di giustizia e che le migliaia di pagine raccolte nell'attività investigativa di anni trovino la giusta evoluzione - sottolinea la sorella di Piscitelli che nel processo è costituita parte civile insieme alla madre e al fratello - Di sicuro sul qui ed ora, questa sentenza ha rinforzato il sentimento dell'impunità, dell'onnipotenza, dell'incertezza della pena e ha schiaffeggiato chi ancora crede nella giustizia. Io e i miei cari resistiamo all'offesa, alla beffa e continuiamo a ripeterci che nonostante le scelte di vita di Fabrizio, le sue nuotate a stile libero nella palude criminale, una risposta alla sua esecuzione mafiosa ci sarà. I magistrati della Dda non tradiranno le nostre aspettative, né usciranno sconfitti dalla criminalità. Cadesse pure il cielo!".

"La morte di mio fratello, deviante sicuramente, ma anche portatore di ogni definizione altisonante ad oggi dopo 7 anni, non trova né risposte con i mandanti, né con l'autore - scrive ancora la sorella di Piscitelli - Sentenze che si ribaltano forse in nome di un garantismo che finisce per perdere di vista il senso di giustizia e la colpevolezza dell'imputato. Basterebbe tener conto però, senza alcuna indolenza, di ogni elemento e, nell'ambito della discrezionalità di cui i giudici godono ampiamente, non ignorare quelli più scomodi, più impegnativi e che richiedono semmai ulteriori approfondimenti. Certamente non si può attendere la resurrezione di mio fratello e quindi la sua narrazione per mettere un punto ad una indagine difficile. Imbarazzante e vergognoso a parere mio e di tante persone che non sia bastato alla Corte un video chiarissimo che immortala Musumeci rendendolo riconoscibile".

"Nello stesso giorno però e per ironia della sorte, dopo appena 20 anni Fabrizio viene assolto dal reato di estorsione nei confronti della società Lazio. Una giornata importante quella dell'8 maggio: in un'aula Fabrizio Piscitelli assolto senza poterne godere e in un'altra aula dove è vittima di omicidio, ignorato'", ricorda la sorella che venerdì scorso era in aula alla lettura del dispositivo di assoluzione per Calderon.

"Metabolizzare una sbrigativa sentenza che ha visto festeggiare in aula tra applausi, abbracci e grida di gioia la difesa di un assassino, non è facile. In quell'aula trasformata in un 'circo' - sostiene la sorella di Piscitelli - senza che ci fosse almeno un richiamo al decoro, noi vittime siamo uscite con la nostra silenziosa mortificazione. Certo, non è finita qui, il Musumeci ha un altro ergastolo alle spalle a cui si aggiungono altri 12 anni per tentato omicidio ma rimbomba anche nelle menti collettive che per quello di mio fratello avvenuto con le stesse modalità e con la stessa 'divisa' da esecutore lui resta al momento impunito. Devo/dobbiamo augurarci che con la sua atleticità e con lo scatto da gazzella non realizzi pure la fuga dal carcere saltando sull'elicottero come riportato pubblicamente". (di Assunta Cassiano)

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