Digiuno intermittente, le 3 regole del medico a La volta buona

Scarparo: "Rispettare la finestra oraria, bere un litro e mezzo d'acqua, iniziare pasti con verdure e proteine"

Una persona si pesa
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07 gennaio 2026 | 14.45
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Per ripartire dopo le abbuffate delle feste, si punta anche sul digiuno intermittente, con la 'classica' finestra 8-16: si mangia nell'arco di 8 ore, si digiuna nelle rimanente 16. "Non è una dieta, è uno stile di vita", dice il dottor Tiziano Scarparo nello studio di Una volta buona, il programma condotto su Raiuno da Caterina Balivo. "Il digiuno intermittente non è una dieta e non è una moda, è uno stile di vita e può essere utile per ripartire dopo le feste senza dover seguire diete drastiche e senza dover contare le calorie. Il corpo si abitua: più mangi e più ne vuoi", dice lo specialista, chiarendo che il metodo non va considerato un esempio di 'fai da te': "Bisogna essere seguiti, non ci si deve affidare a consigli di chi non è competente".

Le 3 regole

In generale, dice Scarparo, "ci sono 3 regole fondamentali". Quali sono i 3 elementi chiave da considerare? "Digiunare 16 ore significa dare il tempo al nostro organismo di disintossicarsi. Se si finisce di mangiare verso le 17, si ricomincia alle 9 del mattino successivo con una colazione. Il digiuno intermittente prevede 3 pasti: si può decidere di saltare la cena o la colazione, si può modulare", dice il medico.

La seconda regola: "Bere un litro e mezzo di acqua è importante in tutti i regimi alimentari. E' fondamentale ancor di più nel digiuno intermittente, che mira a togliere le scorie dal nostro organismo. L'acqua aiuta ad eliminarle"-

Quindi, il terzo elemento da considerare: "Bisogna seguire il giusto ordine dei cibi. Bisogna tener conto dei picchi glicemici e quindi non possiamo iniziare dai carboidrati: dopo 2 ore avremmo fame. E' opportuno iniziare il pasto ad esempio con le verdure, le proteine devono precedere il carboidrato".

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