Al via a Roma la drone challenge, in campo i migliori piloti militari sfidano i 'contendenti' civili

Al via a Roma la drone challenge, in campo i migliori piloti militari sfidano i 'contendenti' civili
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18 settembre 2026 | 12.25
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Arriva a Roma il 19 e 20 settembre all’Ippodromo Militare 'Generale Pietro Giannattasio' di Tor di Quinto l’'Esercito 1659 Drone Challenge, la precisione incontra la velocità', la prima competizione sportiva che unisce i migliori piloti civili e militari di droni First Person View (FPV), che si confronteranno su percorsi sfidanti e impegnativi per testare abilità, concentrazione e precisione in volo. L’Esercito 1659 Drone Challenge è un’iniziativa del Ministero della Difesa, organizzata da Difesa Servizi, la società in house del Ministero della Difesa che valorizza in chiave duale gli asset del Dicastero, e da Esercito Italiano, con la partnership istituzionale del Ministro per lo Sport e i Giovani e della Regione Lazio e il patrocinio del Coni e del Comune di Roma. Alla Opening Ceremony sono attesi il sottosegretario di Stato alla Difesa Isabella Rauti, il Capo di Stato Maggiore dell'Esercito Italiano, generale Carmine Masiello e l’amministratore delegato di Difesa Servizi Luca Andreoli. Il cuore pulsante della manifestazione è la Challenge FPV, una disciplina in cui i piloti guidano i droni indossando visori speciali che trasmettono le immagini della telecamera di bordo in tempo reale sui ledwall installati nelle tribune, per permettere ai visitatori di vivere in prima persona l’adrenalina della sfida, un'esperienza immersiva ad altissima velocità.

La competizione Pro, quarta tappa del Campionato Italiano di Droni FPV, organizzata dall’Aero Club d’Italia - federato Coni e membro della FAI - Federazione Aeronautica Internazionale - sarà affiancata dalla competizione Open accessibile a tutti. All’Esercito 1659 Drone Challenge parteciperanno 10 piloti d’élite FPV della categoria PRO e 32 della categoria Open (16 civili e 16 militari). "Lo sport oggi è cambiato. E il drone rappresenta un oggetto che ha portato alla nascita di un nuovo e vero e proprio sport. Difesa Servizi ha portato una tappa del campionato nazionale questo sport all'interno di un'installazione militare, all'ippodromo militare dell’esercito, per valorizzarne il brand attraverso una competizione che vedrà sfidarsi per la prima volta civili e militari - spiega all'Adnkronos Francesco Greco, Capo Divisione brand e media della società - Nel drone village avremo vari assetti, simulatori di volo, la parete di arrampicata, ci sarà il military fitness. Saranno due giorni dedicati ai ragazzi. Ci sarà inoltre il lancio dei paracadutisti della sezione di paracadutismo del gruppo sportivo olimpico dell'Esercito".

"Pilotare un drone FPV (First Person View, o visuale in prima persona) non è una cosa semplice, ci vogliono molta esperienza, precisione, concentrazione. Però quello che riesce a dare il volo libero, credo che nessun altro sport lo possa dare - dice all'Adnkronos il sergente maggiore Salvatore D'Angelo, che parteciperà alla competizione tra i piloti militari - Io sono nell'Esercito da fine 2002, appartengo all'ottavo Reggimento Trasporti Casilina, che si occupa prettamente di logistica, di trasporti a livello nazionale e internazionale. Uscita questa ricerca di personale che avesse queste abilità, mi sono segnalato e sono molto felice di essere stato selezionato per partecipare a questo evento. L'Esercito si sta modernizzando rapidamente, rinnovando le tecnologie, la mentalità, l'addestramento e quindi è normale che adesso l'utilizzo dei droni faccia parte della vita di ogni militare. Una volta per fare una ricognizione occorrevano mezzi di terra. La facilità con cui il drone permette oggi di raggiungere i posti non ce la dà nessun altro mezzo".

"Ho 24 anni e da quasi dieci pratico questa disciplina. Mi ci sono avvicinata perché sono affetta da atrofia muscolare spinale. E' stata un'idea di mio padre quella di provare a farmi volare con un radiocomando in mano, più che altro per muovere le dita delle mani e quindi per mantenermi attiva - racconta all'Adnkronos Luisa Rizzo, che alla gara partecipa tra i piloti civili - Dal 2017 partecipo ogni anno al campionato italiano. La visione del drone come utilizzo soltanto militare è, secondo me, la cosa più sbagliata che ci possa essere, perché è un mezzo tecnologico che può dare anche nuove occasioni. Per me, seduta su una carrozzina elettrica, significa poter volare e quindi avere assoluta libertà di movimento. I droni ti permettono proprio di volare, si può dire quasi in prima persona: indossiamo un paio di occhiali particolari, un visore, e quindi siamo in grado di vedere in tempo reale quello che vedrebbe il drone. Quando li manovro mi sento libera, è come se non avessi più i limiti fisici che ho normalmente. In questa disciplina - spiega - posso competere con persone senza disabilità, con disabilità, con uomini, con donne, senza alcuna distinzione. Un pubblico che non conosce i piloti, non può capire che magari ci sono delle differenze. Non è necessario farne. Si parte tutti dallo stesso livello, tutti hanno le stesse opportunità e c'è una parità dal punto di partenza".

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