Ebola, l'allarme di Bassetti: "E' un disastro, siamo solo all'inizio"

"La situazione Ebola in Africa è molto peggio di come chiunque potesse immaginarla"

Matteo Bassetti - (Fotogramma)
Matteo Bassetti - (Fotogramma)
28 maggio 2026 | 00.08
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Il virus Ebola avanza in Congo. In Italia rientra un medico che è stato a contatto con pazienti positivi. Il chirurgo italiano di Medici Senza Fontiere ha eseguito in Repubblica democratica del Congo un intervento salvavita d'urgenza, il 18 maggio, su un bambino vittima dell'esplosione di una granata. Il bambino è un caso sospetto di Ebola il cui test non è ancora disponibile. "La situazione Ebola in Africa è molto peggio di come chiunque potesse immaginarla. Guerra, povertà, disorganizzazione sanitaria e pensiero antiscientifico dei potenti del mondo rischiano di diventare detonatori di un disastro sanitario annunciato. E siamo solo all'inizio", dice su X il professor Matteo Bassetti, direttore del reparto malattie infettive del Policlinico San Martino di Genova.

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Ebola è "una malattia seria con una mortalità elevatissima. In Congo si sta diffondendo perché esistono le condizioni per favorirla", dice Andrea Crisanti, professore di Microbiologia e senatore Pd, ospite di Rai Radio1 a 'Un Giorno da Pecora'. "In questo Paese l'epidemia è fuori controllo, i Paesi industrializzati dovrebbe mandare lì degli esperti e aiutarli con dei soldi, dovremmo impegnarci per aiutarli di più. Per fortuna l'indice di trasmissione è bassissimo, ci si infetta solo quando si assistono i malati terminali".

Il medico italiano

"Non ci sono casi di Ebola al momento in Italia e che l'allarme è molto basso nel nostro Paese. Il Ministero è attivo sin dal primo momento per tutte le attività di preparazione e sorveglianza e sta proseguendo il monitoraggio dell'evoluzione del quadro epidemiologico in raccordo con i territori e con le autorità sanitarie nazionale e locali", afferma una nota del ministero della Salute.

Riflettori accesi sulla chirurga italiana di Medici senza frontiere in missione in Congo, nell'Ituri, rimpatriata come misura precauzionale dopo aver "prestato assistenza d'urgenza a un bambino con una ferita da arma da fuoco che richiedeva cure immediate, successivamente identificato come un caso sospetto di Ebola". La chirurga è "sottoposta a 21 giorni di monitoraggio e follow-up in linea con i protocolli standard di prevenzione e controllo delle infezioni. Va notato che le persone sospette di Ebola non sono considerate contagiose a meno che non sviluppino sintomi", si legge in una nota in cui si specifica che "Msf collabora con operatori specializzati nell'evacuazione medica, incaricati e finanziati dall'organizzazione, per garantire un trasferimento sicuro e cure adeguate in tali situazioni".

Msf, inoltre, "continua ad applicare procedure rigorose per proteggere sia il proprio personale e i pazienti, sia le comunità con cui lavora", precisa l'organizzazione segnalando che "il progetto chirurgico in questione è attivo nell'Ituri dal 2022 ed era già in corso prima della conferma dell’epidemia di Ebola".

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