Crescono i casi nel capoluogo campano, ma anche nella provincia partenopea e nel Casertano con numeri sopra la media, dopo il consumo di mitili senza cottura. Il medico: "Non è un'epidemia"
Sono 51 i pazienti, ricoverati per epatite A, nei reparti all'ospedale Cotugno di Napoli con altre 9 persone attualmente in pronto soccorso. Un dato, che supera la media stagionale e ha attirato l'attenzione degli esperti, pur senza configurare una vera e propria emergenza sanitaria. A fare il punto è Raffaele Di Sarno, responsabile del pronto soccorso infettivologico e pneumologico dell'ospedale napoletano, che sottolinea come "i pazienti stiano tutti bene" e presentino "epatiti non complicate della malattia e, quindi, non destino preoccupazioni".
L'età media dei pazienti è tra i 30 e i 40 anni. Secondo quanto riferito ai medici un elemento comune emerge con chiarezza: tutti hanno mangiato frutti di mare crudi, ostriche o cozze. I casi non si limitano al capoluogo campano, ma risultano diffusi in tutta la provincia di Napoli e anche nel Casertano con segnalazioni analoghe anche da altri ospedali. L'aumento dei contagi, spiega il medico, "non si può definire una epidemia, nel senso che noi ci aspettiamo sempre un picco di casi dopo Natale, per il consumo di mitili e per le consuetudini alimentari che abbiamo. Questa volta, però, ci ha sorpresi, perché siamo arrivati ad avere dei numeri superiori alla norma".
"Evitare di consumare frutti di mare, o comunque che siano consumati cotti, facendoli bollire almeno per 4 minuti" avverte. Sulla diffusione del virus da epatite A, il medico del Cotugno aggiunge: "Il contagio è orofecale e le mani sono un veicolo importante. Se una persona ha l'epatite ma non sa di averla, non si pulisce bene le mani e poi tocca una mela o una banana, la persona che poi mangerà quella mela può contrarre l'epatite. Questa è la via di trasmissione interumana, poi c'è chiaramente l'ingestione di alimenti non di origine conosciuta". Dal medico arriva, poi, "un'indicazione unica importantissima: la vaccinazione. Si possono vaccinare tutti i bambini da un anno e chiaramente anche gli adulti. La vaccinazione è sicura, tranquilla, abbiamo un vaccino con virus inattivati, quindi privo di rischi e dà una copertura entro 15 giorni della somministrazione, con un eventuale richiamo dopo 6 mesi", spiega Di Sarno.
L'epatite A, spiega la Regione Campania, è un'infezione acuta del fegato causata dal virus Hav. Si trasmette per via oro-fecale, cioè attraverso ingestione di acqua o cibi contaminati, oppure per contatto stretto con una persona infetta. Il contagio può avvenire anche prima che compaiano i sintomi, perché il virus è presente nelle feci già 7-10 giorni prima dell'esordio clinico; il periodo di incubazione varia in genere da 15 a 50 giorni. I sintomi più frequenti sono febbre, malessere, nausea, dolori addominali, urine scure e ittero; nei bambini l'infezione può anche decorrere senza sintomi evidenti.
Nella trasmissione alimentare, un ruolo importante può essere svolto da alcuni cibi consumati crudi o non sufficientemente cotti, in particolare i molluschi bivalvi, ma anche acqua contaminata, frutta, verdura e frutti di bosco. I molluschi bivalvi, come cozze, vongole e ostriche, possono infatti accumulare particelle virali durante la filtrazione di acque contaminate. Per questo il consumo crudo o poco cotto rappresenta un rischio che va evitato.