Il presidio davanti la sede dei pediatri italiani
"Il genere fluido non è scienza: è ideologia", "La Sip ritiri subito la Guida Gender". Sono alcuni dei cartelli con cui stamattina Pro Vita & Famiglia ha protestato davanti alla sede della Presidenza della Società italiana di pediatria (Sip), in via Cavour a Roma. "Chiediamo al presidente Rino Agostiniani, come chiedono anche gli oltre 33.000 firmatari della nostra petizione - spiega Jacopo Coghe, portavoce di Pro Vita & Famiglia e presente al presidio -, il ritiro immediato della Guida che parla di bambini trans di 3 anni o di dimettersi, e al presidente dell’Istituto superiore di sanità, Rocco Bellantone, di ritirare il patrocinio dell’ente alla presentazione della Guida in programma durante il 38esimo Congresso nazionale Acp, organizzato e ospitato proprio dall'Iss i prossimi 5 e 6 novembre". L’associazione ha consegnato alla Sip un testo con dieci domande - rivolte al presidente Agostiniani, ai vertici dell'Acp e al presidente dell'Iss Bellantone - con le quali chiede una serie di chiarimenti sul merito e sul metodo di redazione della guida.
Innanzitutto sull’effettivo controllo scientifico della Guida da parte del comitato scientifico della Sip, come previsto dall’articolo 19 dello Statuto dell’ente, e se il documento è stato approvato all’unanimità o a maggioranza. Si chiedono poi delucidazioni sulla bibliografia citata dalla Guida, che "omette studi, come la Cass Review inglese, che criticano la transizione di genere dei minori" e su quali basi scientifiche la Guida pone affermazioni come quella per cui "il genere è un costrutto socioculturale non determinato biologicamente" o che l’affermazione sociale sarebbe "reversibile e priva di implicazioni mediche" o ancora che eventuali reazioni di opposizione alla confusione dei bambini "possono causare ideazioni suicidarie". L’associazione chiede poi perché la Guida parla di carriera alias e spazi scolastici riservati senza alcuna valutazione specialistica preventiva, perché non menziona mai l’obiezione di coscienza dei pediatri e su quali basi scientifiche sono consigliati oltre 100 libri palesemente a tema Lgbt. "Ci aspettiamo, inoltre, che il ministro della Salute Schillaci faccia luce sul perché tale documento non sia mai stato sottoposto alla procedura di validazione del Sistema nazionale linee guida, come sancisce un decreto ministeriale del 2017".
"Ribadiamo - conclude Coghe - che la Guida è un cocktail ideologico, degno di un ente militante Lgbt, non di una realtà scientifica che dovrebbe assicurare la salute dei propri piccoli seguendo le evidenze mediche. Con il bene e l’accoglienza dei bambini, non c’entra nulla spingere i pediatri a esporre bandiere e brochure arcobaleno, favole gender, proporre la carriera alias, eliminare dai moduli 'madre' e 'padre' ed etichettare i minori come 'agender' o 'non binari'".