Firenze, poliziotto fuori servizio salva una bambina che stava soffocando

L’assistente della Squadra Mobile è intervenuto durante una cena in un pub, riuscendo a liberare le vie respiratorie della piccola grazie a una manovra di primo soccorso. Nei giorni successivi l’ha incontrata in Questura insieme alla famiglia

(Il poliziotto e la bambina - ufficio stampa Questura di Firenze)
(Il poliziotto e la bambina - ufficio stampa Questura di Firenze)
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22 ottobre 2026 | 13.48
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Ha visto una bambina in difficoltà mentre cenava con la propria famiglia ed è intervenuto senza esitazione, riuscendo a salvarle la vita. Protagonista della vicenda è Roberto Picciotto, assistente della Polizia di Stato in servizio alla Squadra Mobile di Firenze, che, libero dal servizio, ha soccorso una piccola in preda al soffocamento in un pub di Limite sull’Arno (Firenze).

L’episodio è avvenuto durante una cena. A pochi metri dal tavolo del poliziotto, una bambina che si trovava al ristorante con la madre ha improvvisamente iniziato a tossire, manifestando evidenti difficoltà respiratorie dovute a un’ostruzione delle vie aeree. Resosi conto della gravità della situazione, Roberto si è alzato immediatamente e ha raggiunto la piccola, mettendo in pratica le tecniche di disostruzione apprese durante alcuni incontri di aggiornamento professionale sul primo soccorso organizzati dalla Questura.

Dopo essersi posizionato alle sue spalle, l’agente ha eseguito diverse spinte all’altezza dell’addome. I primi tentativi non hanno dato esito, ma il poliziotto ha continuato la manovra fino a quando è riuscito a espellere il frammento di cibo che impediva alla bambina di respirare. Il tempestivo intervento ha consentito di scongiurare conseguenze potenzialmente fatali. Una volta superata l’emergenza, Roberto si è poi attivato per avere notizie sulle condizioni della piccola Clio. Nei giorni successivi, il poliziotto ha invitato la bambina in Questura insieme alla madre Marta e alla sorellina Violante, per rivederle e salutarle. Ad accogliere la famiglia sono stati anche gli agenti della Volante e i cani-poliziotto. La vicenda evidenzia l’importanza della formazione nelle tecniche di primo soccorso, strumenti che possono rivelarsi decisivi anche al di fuori del servizio e in situazioni di emergenza quotidiana.

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