L'Autorità: "La notorietà di una persona non legittima la divulgazione di dati personali e informazioni attinenti alla sua sfera privata quando tali contenuti non rivestono un effettivo interesse pubblico"
Il Garante per la protezione dei dati personali ha dichiarato "illecita la diffusione non autorizzata di un file audio e di contenuti estratti da una conversazione privata intercorsa via chat tra Raoul Bova e un’altra persona, pubblicati da Fabrizio Corona su social network e piattaforme digitali". Nel provvedimento adottato - a conclusione di una complessa istruttoria e facendo seguito a precedenti interventi urgenti - l’Autorità ha ribadito che "la notorietà di una persona non legittima la divulgazione di dati personali e informazioni attinenti alla sua sfera privata quando tali contenuti non rivestono un effettivo interesse pubblico. La diffusione di stralci di conversazioni intime e affettive eccede infatti il principio di essenzialità dell'informazione e contrasta con i principi di liceità, correttezza e minimizzazione del trattamento dei dati personali stabiliti dalla normativa privacy".
Il Garante, inoltre, ha evidenziato "come la condotta sia stata posta in essere con finalità di spettacolarizzazione e alimentazione del gossip, arrecando un significativo pregiudizio alla reputazione, anche lavorativa, e alla privacy dell’attore - riferisce in una nota - La diffusione, poi, attraverso piattaforme digitali e social media ha ulteriormente aggravato la violazione, amplificandone la portata e gli effetti".
"Nonostante la gravità della violazione e della natura particolarmente delicata dei dati diffusi, il Garante ha irrogato a Corona una sanzione amministrativa di 4.950 euro, non risultando redditi fiscalmente dichiarati nell’anno di riferimento", conclude.