Giornata della danza, medico-fisiatra: "E' un farmaco naturale, sugli anziani ha effetti sbalorditivi"

"Negli studi di riabilitazione di tutto il mondo vengono applicati metodi clinici con radici in questa disciplina, come il metodo Bobath"

PICCOLO TEATRO STREHLER Spettacolo della Scuola di Ballo Accademia Teatro alla Scala
PICCOLO TEATRO STREHLER Spettacolo della Scuola di Ballo Accademia Teatro alla Scala
29 aprile 2026 | 12.51
LETTURA: 3 minuti

"Spesso pensiamo alla danza esclusivamente come a un'espressione artistica o a un momento di aggregazione sociale. Eppure, dietro la grazia e la potenza di una ballerina si nasconde una profonda e complessa biomeccanica che ha ispirato, nel corso del Novecento, alcune delle più importanti e rivoluzionarie tecniche di riabilitazione. La danza ha infatti letteralmente prestato i suoi principi scientifici alla medicina, aiutando pazienti con gravi traumi o patologie neurologiche a ritrovare il movimento. Ma non è necessario entrare in una clinica riabilitativa per godere degli effetti terapeutici del movimento a tempo di musica. La scienza oggi conferma che la danza è un vero e proprio 'farmaco naturale', capace di agire su corpo e mente in ogni fase della vita. Nei bambini, la danza migliora la propriocezione (la consapevolezza del proprio corpo nello spazio), e sviluppa la coordinazione. Inoltre, l'apprendimento di sequenze ritmiche stimola lo sviluppo cognitivo e la capacità di concentrazione". Così all'Adnkronos Salute Andrea Bernetti, professore ordinario di Medicina fisica e riabilitativa all'UniSalento e segretario generale della Simfer (Società italiana di medicina fisica e riabilitativa), in occasione della Giornata mondiale della danza che si celebra il 29 aprile.

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"Tra le pareti degli studi di riabilitazione di tutto il mondo - spiega lo specialista - vengono applicati quotidianamente metodi clinici che affondano le proprie radici nel mondo della danza. Ad esempio il metodo Bobath, che è uno degli approcci più diffusi a livello globale per la riabilitazione in ambito neurologico (come il recupero post-ictus o la paralisi cerebrale infantile). Quello che pochi sanno è che la sua creatrice Berta Bobath (nata Ottilie Busse), assieme al marito neurologo, prima di fuggire dalla Germania nazista e diventare fisioterapista a Londra negli anni '40, era un'insegnante di danza espressiva e ginnastica ritmica. La sua profonda conoscenza della fluidità, dell'equilibrio e del movimento derivata dalla danza ha rivoluzionato la clinica: invece di forzare i muscoli, il metodo Bobath utilizza un tocco mirato e la facilitazione di movimenti fluidi per 'riprogrammare' il sistema nervoso centrale".

La danza "in età adulta, oltre a essere un eccezionale allenamento aerobico, abbatte i livelli di cortisolo. Negli anziani poi - assicura il medico-fisiatra - la danza mostra i suoi effetti più sbalorditivi. Imparare i passi stimola la memoria e la neuroplasticità cerebrale, ritardando il decadimento cognitivo. L'allenamento sull'equilibrio e sui continui spostamenti del baricentro riduce drasticamente il rischio di cadute. Non a caso, protocolli clinici come la 'Dance for PD' (Danza per il Parkinson) sono ormai ampiamente validati per ridurre i tremori e migliorare la fluidità del passo nei pazienti affetti da questa patologia. Muoversi a tempo di musica - conclude Bernetti - non è solo un inno alla bellezza, ma una delle espressioni più alte della resilienza e della capacità del corpo umano di curare se stesso".

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