Il procuratore di Napoli: "Bisogna tornare al finanziamento pubblico dei partiti"
"Le intercettazioni non sono un costo e sono il mezzo più economico e garantista per l'acquisizione della prova. Con le intercettazioni lo Stato ci guadagna". E' un passaggio dell'intervento del procuratore di Napoli, Nicola Gratteri, alla Festa del Fatto Quotidiano, in corso alla Versiliana. "La procura di Napoli -spiega Gratteri- che è la procura più grande d'Italia, spende ogni anno 5 milioni di euro per le intercettazioni. In passato abbiamo fatto una indagine su un hacker che era entrato nel dominio del ministero della Giustizia e si era preso centinaia password dei magistrati; la legge sulla cybersicurezza, l'unica legge utile fatta da questo governo, ci ha consentito di intercettare questo hacker e di arrestarlo. E' poi diventato un collaboratore di giustizia, è stato condannato, non ha fatto appello e la sentenza è diventata definitiva. Ebbene -aggiunge- con quella indagine noi siamo riusciti a sequestrare 150 milioni di bitcoin che sono stati poi trasformati in euro e sono entrati nel Fondo unico giustizia. Quindi sono fruibili e si possono già spendere". Tutto ciò per dire che "se io spendo ogni anno 5 milioni di euro, già solo con questo caso ho incassato 150 milioni".
"Non c'è indagine che facciamo dove non sequestriamo almeno una cinquantina di orologi da collezione, oro, argento e pietre preziose -avverte il procuratore-. E questi sono soldi: in un'asta, un orologio da collezione 10 minuti lo vendi. Io penso quindi che con le intercettazioni lo Stato ci guadagna".
Secondo Gratteri, "la mafia ha tanti soldi ed è in grado di dare risposte su territori depressi; i politici eletti in quei territori, invece, non riescono a dare risposte ai cittadini perché non hanno soldi e non riescono a fare progetti. Per questo io penso che bisognerebbe tornare al finanziamento pubblico dei partiti. E lo dico sapendo che è una cosa che non vi piace".
"La politica -dice Gratteri- ha un costo. Ma la politica non deve essere una cosa solo per ricchi o per chi ha tanti soldi da spendere in politica come se facesse la pubblicità della propria azienda. Per fare politica, oggi, è importante avere tanti soldi per l'informazione, per la pubblicità e per mantenere un apparato molto costoso. La gente che non ha soldi non riesce ad essere competitiva e spesso c'è gente senza scrupoli che sa che la mafia, con le sue risorse, riesce a dare risposte ai cittadini".