Fabia Bettini domani da Eleonora Daniele a Storie italiane: "Abbiamo fiducia nella procure: il puzzle via via si sta componendo grazie a nuovi testimoni mai ascoltati e documenti da acquisire”
Potrebbero essere riaperte le indagini sulla morte di Paolo Ungari: il professore, noto giurista, collaboratore della presidenza del Consiglio e attivista per la Lega Italiana dei Diritti Umani, rimase ucciso il 6 settembre 1999 cadendo nel vano ascensore di un antico palazzo in piazza dell'Ara Coeli, in pieno centro a Roma. Ungari era appena rientrato da un viaggio in Colombia, durante il quale sarebbe venuto in possesso di documenti di particolare rilevanza e delicatezza. L'inchiesta giudiziaria svolta all'epoca non riuscì a fare chiarezza, tanto che nel 2003 il caso venne archiviato come incidente. Oltre 20 anni dopo, però, la famiglia del docente ha presentato un'istanza di riapertura delle indagini alla procura di Roma, portando alla luce alcuni nuovi elementi. "Come famiglia partiamo da una certezza: sappiamo ciò che 'non' è successo quella sera - spiega all'Adnkronos Fabia Bettini, che domani sarà ospite di Eleonora Daniele a Storie italiane - Non può essere stato un incidente. Le perizie tecniche sull’ascensore sono unanimi, non è possibile che Ungari sia precipitato aprendo la porta senza che l’ascensore fosse al piano. Ora occorre provare a riaprire il caso assieme alla Procura, di cui abbiamo piena fiducia, per ricostruire un puzzle che via via si sta componendo grazie a nuovi testimoni mai ascoltati e documenti da acquisire”.
A mettere in fila le incongruenze e i vuoti nell'indagine che una nuova inchiesta potrebbe oggi colmare è oggi Luigi Bisignani sul Tempo: "La Colombia, i documenti sul narcotraffico raccolti da Ungari e mai ritrovati, un litigio con l’onorevole Pasquale Bandiera, un uomo chiamato 'Pippo' sparito nel nulla", elenca Bisognani, che spiega: "Ungari, pochi giorni prima della morte era tornato dalla Colombia, doveva incontrare Carlo Russo, già giudice della Corte europea dei diritti dell’uomo, per mostrargli i documenti raccolti. Non poté farlo. La borsa che li conteneva verrà ritrovata da Bandiera, sul suo pianerottolo la sera della tragedia. Il deputato dichiarò di non avergli dato importanza pensando 'ad una dimenticanza del professore' quando era uscito da casa sua dopo il loro appuntamento del pomeriggio. Oggi, secondo chi torna a chiedere verità, quelle carte potevano riguardare traffici illeciti legati al narcotraffico". Bisignani riferisce anche di un litigio tra Ungari e e Bandiera, raccontato da un testimone ma rimasto fuori dagli atti. "Sul parlamentare repubblicano emergono non poche contraddizioni: orari che non tornano, versioni che cambiano, comportamenti bizzarri dopo la morte di Ungari. E poi 'Pippo', presenza fissa negli uffici che contano, sparisce. Nessuna identità certa, nessuna traccia".
Il giallo è approdato anche in Parlamento, con un’interrogazione del dem Roberto Morassut, nella quale si sostiene che dai nuovi elementi "appare molto più probabile che la morte di Paolo Ungari possa essere stata causata da terzi ignoti e legata alla sua attività istituzionale, in Italia ed all'estero". In particolare, nell'interrogazione si ricorda che "proprio in quegli anni era in elaborazione e preparazione il cosiddetto Plan Colombia e che la Lega dei diritti umani, nel medesimo periodo, si stava occupando della situazione socioeconomica della Colombia e delle problematiche connesse". Inoltre, si evidenzia, "l'Italia era una rotta dell'esportazione degli stupefacenti provenienti dal Sud America ed in particolare dalla Colombia, così come si deve ricordare che il Prof. Paolo Ungari era membro anche del Comitato atlantico, certamente coinvolto nel progetto Plan Colombia". Alla luce di questi elementi, Morassut chiede alla presidenza del Consiglio "di rendere noti i dossier su cui lavorava il professore nell'anno 1999 per conto della presidenza del Consiglio dei ministri", "nonché l'agenda riguardante le attività in Colombia e le altre missioni legate ai diritti umani svolte sempre per conto della presidenza" e se si intenda confermare "l'ipotesi della collaborazione del prof. Paolo Ungari con i servizi segreti e la tipologia di attività svolta quale loro analista".