Influenza 2026, variante K predomina: maggioranza casi gravi e complicati tra i non vaccinati

Il rapporto della sorveglianza dell'Istituto Superiore di Sanità

Donna influenzata - 123RF
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16 gennaio 2026 | 12.24
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L'influenza continua a mettere a letto migliaia di italiani a gennaio 2026. Riflettori puntati sulla variante K, che colpisce duro in particolare tra le persone non vaccinate: tra queste, si registrano i casi più gravi e complicati, come evidenzia il rapporto della sorveglianza RespiVirNet dell'Istituto superiore di sanità (Iss), pubblicato oggi, venerdì 16 gennaio.

I casi registrati in generale tra il 28 dicembre e il 4 gennaio sono "in diminuzione rispetto alla stessa settimana della stagione precedente. Il sottotipo più prevalente tra le forme gravi è A(H1N1)pdm09. Si segnala che la maggior parte dei casi di influenza grave e complicata riguarda persone non vaccinate".

Il report conferma l'impatto dell'influenza K. "Le analisi di sequenziamento in corso dall'inizio della sorveglianza - si legge - evidenziano che tra i ceppi di virus influenzale A(H3N2) attualmente circolanti in Italia il subclade K è nettamente prevalente, mentre tra i ceppi H1N1 pdm09 tutti si raggruppano esclusivamente nel subclade D.3.1 nell'ambito del più ampio clade 5a.2a.1 al quale appartengono anche i ceppi vaccinali. Per quanto riguarda la caratterizzazione dei virus influenzali, nella comunità la percentuale di virus A(H3N2) risulta ampiamente maggiore rispetto ai virus A(H1N1)pdm09. Anche nel flusso ospedaliero si osserva una percentuale più alta di virus A(H3N2) rispetto a quella dei virus A(H1N1)pdm09".

"Ad oggi nessun campione è risultato essere positivo per influenza di tipo A 'non sottotipizzabile' come influenza stagionale, che potrebbe essere indicativo della circolazione di ceppi aviari", prosegue il report.

Il trend: picco superato?

Indicazioni sul trend generale si possono ottenere anche considerando che "l'incidenza totale delle infezioni respiratorie acute nella comunità, nella settimana dal 5 gennaio all'11 gennaio, è stata pari a 13,3 casi per 1.000 assistiti, in lieve diminuzione rispetto alla settimana precedente, quando era pari a 14,1". Secondo il rapporto "sono stati stimati circa 773mila nuovi casi, con un totale dall'inizio della sorveglianza di circa 8,4 milioni di casi. L'incidenza più elevata si osserva, come di consueto, nella fascia di età 0-4 anni, con circa 28 casi per 1.000 assistiti", precisa il report.

"Sebbene l'incidenza dei casi registrati risulti ancora in diminuzione rispetto alle 2 settimane precedenti - affermano gli esperti del dipartimento di Malattie infettive dell'Iss - per verificare il superamento del picco bisogna attendere le prossime settimane, alla luce dell'eventuale impatto della riapertura delle scuole e delle altre attività dopo le festività natalizie sulla circolazione dei diversi virus respiratori“.

"L'intensità è molto alta in Basilicata, alta in Abruzzo, Sicilia e Sardegna, media nelle Marche, nel Lazio, in Molise e in Puglia, bassa in tutte le altre regioni eccetto Campania e Calabria, i cui dati non sono disponibili - si legge nel bollettino - Nella settimana 2026-02, nel flusso monitorato dai medici e pediatri di famiglia si registra per influenza un tasso di positività del 39,3%, mentre nel flusso ospedaliero è pari al 44,9%".

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