Nel 2025 sono stati 1.189 i lavoratori deceduti
"Morire a quell’età, precipitando da oltre 10 metri mentre si sta lavorando all’impianto di illuminazione di uno dei monumenti simbolo della Capitale, stringe il Paese in un dolore profondo e dimostra, ancora una volta, quanto sia ancora lunga la strada da percorrere sul fronte della sicurezza sul lavoro. Non è questo il momento di entrare nel merito del singolo caso, sul quale la magistratura farà piena luce, è il momento, invece, di denunciare l’insufficienza delle misure attuali". A dirlo è Angelo Raffaele Margiotta, segretario generale della Confsal, dopo la morte di Andrea Moretti, l'operaio 'rocciatore' di 22 anni tragicamente morto ieri al Colosseo, dopo essere precipitato da un'altezza di circa dieci metri. Un episodio drammatico che secondo Confsal "riporta ancora una volta al centro dell’attenzione l’emergenza della sicurezza sul lavoro. Perché, al di là della diminuzione registrata, il numero delle vittime resta inaccettabilmente alto: nel 2025 sono stati 1.189 i lavoratori deceduti".
"Nonostante l’introduzione della patente a crediti e la stretta sulla regolarità della formazione prevista dall’Accordo Stato-Regioni del 17 aprile 2025 - prosegue Margiotta -, il sistema normativo e ispettivo continua a mostrare gravi lacune. La Confsal chiede da anni una riforma strutturale del sistema della sicurezza sul lavoro, fondata su due pilastri fondamentali: l'unificazione in un Polo unico per la sicurezza delle funzioni oggi frammentate tra una pluralità di soggetti e istituzioni e la tutela e il pieno riconoscimento della figura del preposto. Alla famiglia di Andrea Moretti va il profondo cordoglio della Confsal. Alle Istituzioni chiediamo l’apertura immediata di un tavolo di confronto, affinché queste proposte possano tradursi in norme vincolanti", conclude Margiotta.