Iran, famiglia bloccata a Kuala Lumpur: "Non riusciamo a tornare in Italia per lo stop ai voli"

Elisabetta Massa racconta la sua disavventura dopo un viaggio in Vietnam: "Siamo disperati, farmaci salvavita introvabili, abbiamo bisogno di rientrare"

Iran, famiglia bloccata a Kuala Lumpur:
11 marzo 2026 | 17.48
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"Siamo disperati. Sono giorni che siamo bloccati Kuala Lumpur, in Malesia, senza poter far rientro in Italia. Mio marito ha necessità di un medicinale il cui principio attivo qui è introvabile. Ci siamo rivolti alla Farnesina, all'ambasciata locale ma nessuna risposta utile per rimediare alle continue cancellazioni dei voli che ci vengono comunicate". A parlare è Elisabetta Massa, tra i tanti italiani che a causa della paralisi del traffico aereo nel Golfo, conseguenza del conflitto tra Stati Uniti, Israele e Iran, non riesce a far ritorno a casa.

Partita insieme al marito e altre persone il 20 febbraio scorso per un tour in Vietnam, il ritorno per Fiumicino era programmato da Saigon, ma Elisabetta, insieme al marito e un altro viaggiatore, è rimasta bloccata a Kuala Lumpur poiché la compagnia Etihad Airways ha cancellato il volo per via dello spazio aereo chiuso verso Saigon.

"Etihad - racconta all'Adnkronos Elisabetta Massa - ha riprogrammato il volo per il 10 marzo, abbiamo quindi trovato un hotel qui a Kuala Lumpur ma il giorno prima, alle 19, ci arriva una mail da parte della compagnia che il volo era stato cancellato. Nessun volo charter in sostituzione. Altre persone che viaggiavano con noi sono riuscite a tornare via Dubai 10 giorni fa. Abbiamo tentato un'altra strada comprando un altro biglietto aereo di un'altra compagnia aerea, ma niente da fare, ieri sera hanno annullato il volo sulla rotta Kuala Lumpur- Fiumicino".

"Finora abbiamo speso circa 4.000 euro per tentare vie alternative per il rientro - aggiunge Massa, la cui preoccupazione sale di giorno in giorno - Per fare un biglietto aereo verso Mascate, probabilmente la via più sicura per tornare in Italia, ci vuole una cifra intorno ai 5.000 euro a testa che non possiamo permetterci. Assurdo che dall'ambasciata non ci aiutino, ci dicono che sono in attesa di notizie dalla Farnesina. Oltretutto mio marito prende delle pillole salvavita che ha finito, qui in Malesia non ci sono pillole sostitutive con quel principio attivo. I funzionari dell'ambasciata mi hanno detto di andare in ospedale per la prescrizione, ma è stato un altro viaggio a vuoto: come in tutte le farmacie dove mi sono recata, anche i sanitari mi hanno confermato che in Malesia quel principio attivo è introvabile. E' una situazione grave, un'emergenza: abbiamo bisogno di far rientro in Italia il prima possibile. Di tutto un gruppo di viaggiatori, qui siamo rimasti solo noi e sono passati già 10 giorni". 

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