L'teneo: "Vicini a comunità studentesca iraniana"
C'è anche uno studente che aveva frequentato l'Università degli Studi di Messina tra le vittime degli scontri e delle manifestazioni contro il regime che da settimane insanguino l'Iran. Si tratta di Yasin Mirzaei, studente di etnia curda di Geofisica ucciso da colpi d'arma da fuoco l'8 gennaio scorso durante le proteste nel Paese contro il regime.
L'Università di Messina esprime "profondo cordoglio" per "un evento che colpisce e addolora ancor di più l’intera comunità accademica". L'Università, inoltre, manifesta la propria "vicinanza e solidarietà" alla comunità studentesca iraniana dell’Ateneo, che "sta vivendo ore di forte apprensione e sofferenza, acuite dalla difficoltà di contattare familiari e amici in Iran, con gravi ripercussioni sul benessere personale e sulla serenità del percorso accademico".
"Unime ribadisce con fermezza i valori che fondano la comunità universitaria: tutela della persona, rispetto dei diritti umani, libertà di pensiero e di espressione, rifiuto di ogni forma di violenza e discriminazione", spiegano dall'Ateneo, che in queste giornate "intende trasformare la solidarietà in azioni concrete, garantendo a studentesse e studenti tutto il supporto che rientra nelle proprie possibilità". L'Università, infine, "accoglie e sostiene il messaggio di vicinanza espresso dalle rappresentanze studentesche e le iniziative di sensibilizzazione promosse in città, nel rispetto dell’autonomia e della libertà di espressione della comunità universitaria".