La conferma dal Gruppo Armani: sono in corso i lavori di ristrutturazione dello storico locale da ballo della Versilia
La Capannina di Franceschi di Forte dei Marmi (Lucca), lo storico locale da ballo della Versilia, riaprirà in tempo per la stagione estiva 2027. La conferma, come riporta l'Adnkronos, arriva dal Gruppo Armani, che è il nuovo proprietario. Sono in corso i lavori di rstrutturazione, riqualificazione e messa a norma di sicurezza della struttura.
"Proseguono gli interventi di rinnovamento e valorizzazione de La Capannina di Franceschi di Forte dei Marmi, avviati dopo l’acquisizione della struttura da parte del Gruppo Armani. I lavori dello storico locale continueranno per tutto il 2026, in vista della riapertura con la stagione estiva 2027", si legge in un comunicato della casa di moda.
Lo scorso 27 agosto, pochi giorni prima della morte dello stilista, avvenuta il successivo 4 settembre, all'età di 91 anni, Giorgio Armani annuncuò di aver raggiunto l'accordo per l'acquisizione de La Capannina di Franceschi, il leggendario locale fondato nel 1929 da Achille Franceschi e dal 1977 acquisito e gestito da Gherardo e Carla Guidi. Dopo la morte di Guidi, la famiglia ha avviato le trattatve che hanno portato alla vendita ad Armani
"La Capannina è simbolo, da quasi un secolo, della mondanità italiana e crocevia di artisti e intellettuali", faceva sapere la Maison. Per Giorgio Armani, da sempre legato a Forte dei Marmi, rifugio personale e luogo di vacanza, "questa acquisizione rappresenta un gesto affettivo, un ritorno alle origini – lì negli anni Sessanta conobbe il suo amico e socio Sergio Galeotti – e un tributo alla tradizione italiana", si leggeva nel comunicato diffuso un anno fa.
Per La Capannina tutto ebbe inizio da un'idea tanto semplice quanto rivoluzionaria laddove la pineta incontra la sabbia fine e i tramonti versiliesi scolpiscono ricordi dorati. L'imprenditore Achille Franceschi trasformò un vecchio capanno sulla spiaggia in un ritrovo per signori: un banco bar, un grammofono a manovella, tavolini da carte e una vista sul mare che da sola bastava a inebriare. Era il 1929 e, senza saperlo, stava nascendo un mito. La Capannina si fece subito icona, richiamando aristocratici, poeti e intellettuali: dai Rucellai agli Sforza, da Montale a Ungaretti, fino a Carlo Levi ed Enrico Pea. Ricostruita nel 1939 dopo un incendio, la struttura è rimasta pressoché intatta da allora, custode fedele di un'estetica senza tempo. Dagli anni del boom economico in poi, La Capannina divenne il salotto buono dell'Italia che cresceva, amava, si mostrava. Un rifugio per l'élite industriale, politica e culturale, ma anche palcoscenico per nuove star: dai versi in musica di Gino Paoli e Bruno Lauzi, alle voci indimenticabili di Ray Charles, Grace Jones, Gloria Gaynor e Ornella Vanoni.
Nel 1977 l'imprenditore Gherardo Guidi e sua moglie Carla rilevano la Capannina, dando inizio a una delle gestioni più longeve e carismatiche della nightlife italiana. Con visione e passione, Guidi seppe unire il rispetto per la tradizione a una capacità innata di leggere lo spirito del tempo. Sotto la sua guida, il locale si trasforma in un crocevia imprescindibile tra passato e presente: cabaret e varietà, pop e glamour, revival e innovazione.