Effettuata la copia dell'iPhone della ragazza. La procuratrice Elvira Antonelli in trasferta al Centro nazionale antiveleni di Pavia, l'avvocato Lanese: "Nessuna traccia di ricina nei capelli della madre"
Proseguono serrate le indagini sul giallo di Pietracatella, per arrivare alla verità sulla morte di Antonella Di Ielsi e sua figlia Sara Di Vita. Oggi, martedì 28n aprile, presso la sede della Polizia Giudiziaria di Campobasso, alla presenza dei legali delle parti, è stato effettuato il download dell'iPhone 14 di Alice Di Vita, figlia e sorella delle vittime. Il periodo clonato dagli esperti va dal 1° dicembre ad oggi.
Si cercano elementi utili di indagine: nelle chat, nei social e nei siti visitati dalla diciottenne, difesa dall'avvocato Vittorino Facciolla che, ancora una volta, all'uscita dalla sede della Polizia, invita alla prudenza, ricordando che "la ragazza è parte lesa e sta vivendo questo momento affranta dal dolore, come lo stesso padre Gianni Di Vita".
Per il legale, quello di stamattina "è solo l'avvio delle operazioni peritali, non c'è nessun elemento nuovo su cui discutere, se non il ribadire che i suoi clienti stanno vivendo questo frangente in maniera traumatica e scioccante''. Un elemento nuovo, fino ad oggi sconosciuto, è venuto però fuori dalle dichiarazioni di Paolo Lanese, legale di Luigi Di Ielsi, fratello della deceduta Antonella, che rispondendo sulle indiscrezioni relative a un doppio episodio di avvelenamento dice: ''Non credo al doppio episodio - ha detto Lanese - si era detto che erano state trovate tracce di ricina nei capelli della madre e questo non risulta agli atti dell'indagine''.
Intanto la procuratrice di Larino Elvira Antonelli è da questa mattina a Pavia. Stando alle indiscrezioni trapelate dal palazzo di Giustizia, il viaggio al Centro nazionale antiveleni Maugeri, che ha scoperto la presenza della ricina nel sangue delle vittime, sarebbe collegato al conferimento di ulteriori incarichi ad esperti del settore.