Magi: "Dopo Covid Italia più preparata contro i virus ma territorio resta fragile"

Il segretario di Sumai-Assoprof, 'Ssn presenta ancora criticità anche sul fronte della carenza di specialisti'

Antonio Magi - Foto Sumai-Assoprof
Antonio Magi - Foto Sumai-Assoprof
29 maggio 2026 | 14.00
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L'esperienza del Covid "ha lasciato un'eredità importante nella gestione delle emergenze sanitarie. Contro virus emergenti l'Italia è più preparata, ma il Ssn presenta ancora criticità soprattutto sul fronte della sanità territoriale e della carenza di specialisti". Così all'Adnkronos Salute Antonio Magi, segretario generale del Sumai-Assoprof, il sindacato dei medici specialisti ambulatoriali, parlando dei recenti allarmi legati a hantavirus ed Ebola e della capacità del Paese di rispondere tempestivamente a eventuali nuove emergenze epidemiche.

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Secondo Magi, "oggi l'Italia dispone di strumenti più strutturati rispetto al passato: esistono reti di sorveglianza epidemiologica, protocolli condivisi e una maggiore capacità diagnostica dei laboratori. Tuttavia - spiega - il vero nodo resta la rapidità organizzativa e la capacità di garantire una risposta uniforme in tutte le Regioni. Il piano pandemico non può attivarsi solo durante l'emergenza - sottolinea - ma deve essere costantemente aggiornato e integrato con le attività sanitarie del territorio". A preoccupare Magi è il "coordinamento operativo del sistema sanitario regionale, chiamato a reagire in modo omogeneo e immediato davanti a possibili focolai".

Il segretario generale di Sumai-Assoprof invita comunque a "distinguere chiaramente tra virus" come Ebola o hantavirus e il Covid-19. "Le modalità di trasmissione sono molto diverse", precisa: "Nel caso di Ebola e hantavirus è necessario un contatto diretto con persone sintomatiche, mentre il Covid poteva essere diffuso anche da soggetti apparentemente sani. Per questo, al momento, non esistono le condizioni per un allarme simile a quello vissuto durante la pandemia da Sars-CoV-2". Il punto più critico resta però la medicina territoriale. "La vera sfida si gioca sul territorio" rimarca Magi, ricordando come durante il Covid "proprio le difficoltà dell'assistenza territoriale abbiano contribuito alla crisi degli ospedali. A preoccupare è soprattutto la carenza crescente di medici specialisti e di professionisti della medicina generale. Sebbene esista già un collegamento tra medici di famiglia, pediatri e specialistica ambulatoriale, mancano le risorse umane necessarie per garantire una risposta efficace e tempestiva".

"Bisogna investire sugli specialisti e rafforzare l'integrazione con i dipartimenti di prevenzione - afferma Magi - L'obiettivo è riuscire a gestire contemporaneamente sia eventuali emergenze epidemiche sia le normali patologie acute e croniche, che durante il Covid hanno spesso subito ritardi e disagi assistenziali". In questo contesto viene indicato come strategico anche il ruolo delle Case di comunità, "considerate uno strumento fondamentale per rafforzare la presa in carico territoriale e migliorare la capacità di risposta del sistema sanitario".

I focolai di Ebola e hantavirus ripropongono il tema della One health, l'approccio che collega salute umana, salute animale e tutela dell'ambiente. Secondo Magi, "il principio è ormai condiviso, ma ancora non pienamente applicato. Le zoonosi, cioè il salto dei virus dagli animali all'uomo, sono favorite anche dai cambiamenti ambientali e dalla distruzione degli ecosistemi. Deforestazione, inquinamento e uso massiccio di pesticidi modificano infatti gli equilibri naturali e aumentano il rischio di nuove emergenze sanitarie. Per questo, One health non può restare solo uno slogan: deve diventare una vera cultura della prevenzione e una priorità strutturale delle politiche sanitarie e ambientali", conclude il segretario generale Sumai-Assoprof.

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