La missiva di Howard Carter, venduta all’asta negli Usa, rivela accuse dell’archeologo britannico contro Arthur Weigall ritenuto responsabile della diffusione della leggenda
La cosiddetta "maledizione dei faraoni", legata alla scoperta della tomba di Tutankhamon, sarebbe stata un’invenzione giornalistica priva di fondamento. Lo sostiene l’archeologo britannico Howard Carter in una lettera del 1934 venduta all’asta. Il documento, battuto dalla casa RR Auction di Boston per 16.643 dollari (circa 14.400 euro), offre uno sguardo diretto sulle tensioni mediatiche e personali che seguirono una delle più celebri scoperte archeologiche del Novecento: il ritrovamento, nel 1922, della tomba del giovane faraone nella Valle dei Re.
Nella missiva, indirizzata a Helen Ionides e scritta poco dopo la morte del giornalista britannico Arthur Weigall, Carter esprime giudizi particolarmente duri, definendolo una “minaccia per l’archeologia” e attribuendogli la responsabilità della diffusione globale della leggenda della maledizione. Secondo Carter, infatti, la storia non avrebbe alcuna base reale: sarebbe stata costruita da Weigall per motivi di rivalità professionale. Il giornalista, corrispondente del 'Daily Mail', escluso però dall’accesso privilegiato agli scavi, avrebbe reagito alimentando un racconto sensazionalistico per i lettori.
La scoperta della tomba fu resa possibile grazie al finanziamento di George Herbert, noto come Lord Carnarvon, che ottenne in cambio un accordo esclusivo con il Times di Londra, suscitando l’ostilità di altre testate. Proprio questo clima competitivo, secondo Carter, avrebbe favorito la nascita del mito. Nonostante negli anni successivi alla scoperta si registrarono diversi decessi tra persone coinvolte nel progetto, alimentando ulteriormente la leggenda, la scienza moderna ha fornito spiegazioni alternative. La morte dello stesso Carnarvon, avvenuta pochi mesi dopo l’apertura della tomba, è stata attribuita a un’infezione derivante da una puntura di zanzara non adeguatamente curata.
La lettera, composta da tre pagine e datata Luxor, non si limita alla polemica. Carter vi esprime anche cordoglio per la scomparsa della Duchessa d’Alba e apprezzamento per l’attrice americana Ruth Draper, descritta come “molto affascinante”. (di Paolo Martini)