Il vice comandante dei vigili del fuoco di Viterbo all'Adnkronos: "Continueremo fino al ritrovamento del corpo"
Il sonar, per mappare i fondali attraverso le onde acustiche, e i robot per arrivare dove la scarsa visibilità e le basse temperature rendono difficili le ricerche. E' così che da dieci giorni i vigili del fuoco lavorano senza sosta per individuare il corpo di Luigi Cavallari, il marito della ministra della Famiglia Eugenia Roccella, disperso nel lago di Vico, in provincia di Viterbo, da sabato 27 giugno. Sul posto, oggi insieme ai primi dirigenti del Dipartimento, il comandante provinciale Mauro Caprarelli e l'ingegner Luca Rosiello, anche Rosario Caccavo, vice comandante dei vigili del fuoco di Viterbo, che all'Adnkronos fa il punto sulle ricerche.
Come si articola il lavoro? Come state intervenendo?
"L'immersione è una risorsa relativamente utile in questo caso, perché una squadra di sommozzatori ne può fare al più due al giorno. Oltretutto, con la superficie da perlustrare, se ci si volesse affidare unicamente alle immersioni, ci vorrebbero decine e decine di sommozzatori, i quali poi verrebbero esposti a rischi particolari".
Quindi, su cosa fate affidamento per individuare il corpo?
"Il lavoro è più strumentale. Si rilevano i target con i sonar specifici a seconda della profondità e i robot ci consentono di andare sul posto e guardare. E' una attività che procede in questo modo dall'immediatezza dei fatti, senza sosta. Vanno avanti ogni giorno, anche di notte".
Quanti uomini sono impegnati sul posto?
"Ogni giorno sono circa 12 i vigili del fuoco al lavoro. Proseguiremo senza sosta fino al ritrovamento del corpo".
Crede ci siano ancora i margini per un recupero?
"Confidiamo di riuscirci".