Mash, esperti a confronto su importanza diagnosi per patologia epatica sottovalutata

Steatoepatite associata a disfunzione metabolica: "Malattia cronica grave e progressiva, seconda causa trapianto fegato"

Fegato - (Adobe free)
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16 luglio 2026 | 13.19
Maddalena Guiotto
LETTURA: 4 minuti

È stimato in 3 miliardi di euro l'impatto economico della Mash (steatoepatite associata a disfunzione metabolica) in Italia entro il 2040. La patologia epatica cronica, grave e progressiva, rappresenta già oggi la seconda causa di trapianto di fegato nel Paese, ma resta ancora poco conosciuta e spesso sottovalutata. Per sensibilizzare un pubblico sempre più ampio su questo tema e fare il punto sull'impatto economico, clinico e sociale della malattia, Madrigal Pharmaceuticals Italy ha promosso oggi a Milano il media tutorial 'Mash: conoscere per agire. Il ruolo della corretta diagnosi in una patologia epatica silenziosa e sottovalutata'. L'incontro ha permesso di affrontare il tema da molteplici prospettive: dall'inquadramento nosologico all'evoluzione della ricerca, dall'analisi degli stadi avanzati con i relativi impatti economici e sociali, fino alla voce dei pazienti e ai loro bisogni ancora insoddisfatti.

La patologia - spiega una nota - è caratterizzata da accumulo di grasso nel fegato associato a infiammazione e danno cellulare. Se non diagnosticata e trattata adeguatamente, può progredire in eventi epatici maggiori, quali cirrosi, scompenso epatico ed epatocarcinoma, posizionandosi come seconda causa di trapianto di fegato in Italia. Secondo un recente studio condotto da Aisf-Associazione italiana per lo studio del fegato, pur rappresentando una parte limitata della popolazione affetta da Mash, i 5mila pazienti in stadio da moderato ad avanzato di fibrosi (di cui 2mila in stadio fibrotico avanzato) costituiscono il segmento a più alto rischio di progressione rapida. "La Mash rappresenta una sfida sanitaria silenziosa che progredisce attraverso stadi di gravità crescente, ma che risulta asintomatica nelle sue fasi iniziali e moderate", afferma Luca Miele, ricercatore di Medicina interna, università Cattolica del Sacro Cuore, e direttore Uos Clinica del pre-trapianto di fegato e Ambulatorio Steatosi della Fondazione Policlinico Gemelli Irccs di Roma. "Il peso sul sistema sanitario nazionale cresce esponenzialmente man mano che la malattia avanza - sottolinea - Per arrestare questa spirale, la chiave è la diagnosi tempestiva della fibrosi avanzata, vera discriminante prognostica, con l'epatologo come figura centrale in un percorso multidisciplinare capace di coinvolgere medici di medicina generale e specialisti".

I pazienti con fibrosi avanzata - evidenziano gli esperti - hanno in media solo 2-3 anni prima di sviluppare cirrosi, e il rischio di eventi epatici avversi aumenta di 10-17 volte rispetto ai soggetti senza fibrosi. La Mash impone significativi oneri sanitari ed economici sia ai cittadini che ai sistemi sanitari, con costi che crescono proporzionalmente alla progressione della fibrosi. Nel 2021 l'impatto economico della patologia in Italia è stato quantificato in 1,3 miliardi di euro, con proiezioni di crescita fino ai 3 miliardi di euro entro il 2040.

Il confronto si è poi concentrato sulle fasi avanzate della malattia, esplorando contemporaneamente le funzionalità dei test non invasivi (Nits) e dei percorsi diagnostici più efficaci per l'individuazione e la presa in carico specialistica. "La Mash è una malattia complessa e sistemica - rimarca Salvatore Petta, professore ordinario di Gastroenterologia dell'università degli Studi di Palermo, Aoup Paolo Giaccone - Identificare precocemente i pazienti con fibrosi avanzata e intervenire tempestivamente è fondamentale per evitare l'aggravarsi della patologia e le sue complicazioni più severe. Per raggiungere questo obiettivo servono screening mirati, accesso a centri di eccellenza e team multidisciplinari, condizioni che, purtroppo, non sono ancora ottimali in Italia".

Ampio spazio è stato dedicato alla prospettiva dei pazienti, ai loro bisogni e all'impatto psicologico della malattia, evidenziando anche la scarsa consapevolezza sulla gravità della patologia e sulle conseguenze di un mancato intervento tempestivo. "Questa patologia - osserva Massimiliano Conforti, presidente di EpaC Ets - è ancora troppo spesso sottovalutata dai pazienti nelle sue implicazioni che, in assenza di un trattamento adeguato, possono avere conseguenze anche gravi sul benessere della persona. Per questo riteniamo fondamentali momenti di dialogo e confronto, indispensabili per accrescere la consapevolezza della popolazione. A questi deve affiancarsi il riconoscimento della patologia come priorità di salute pubblica e il suo inserimento nei livelli essenziali di assistenza, così da garantire la tutela di tutti i pazienti e l’accesso a percorsi di cura realmente efficaci".

Il media tutorial ha infine evidenziato la necessità di un cambio di paradigma nella gestione della patologia: dal riconoscimento come priorità sanitaria alla costruzione di percorsi diagnostico-terapeutici strutturati, fino all'identificazione precoce dei pazienti a rischio attraverso un approccio multidisciplinare. "Come Madrigal Pharmaceuticals siamo impegnati nella ricerca di soluzioni terapeutiche innovative per la Mash, con l'obiettivo di intervenire prima che si sviluppino complicanze irreversibili - dichiara Bernard Kilbaine, VP & General Manager Madrigal Pharmaceuticals Italy - Solo attraverso un approccio integrato tra comunità scientifica, istituzioni, associazioni di pazienti e industria potremo affrontare questa emergenza silenziosa".

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