Maturità: #studywithme, virale il trend social di riprendersi mentre si studia per l'esame

Lo psicoterapeuta ‘non è una distrazione ma una forma di apprendimento digitale’

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15 giugno 2026 | 12.54
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“In questo video studieremo insieme per l’esame di maturità”. È solo uno delle migliaia di contenuti che con l’hashtag #studywithme stanno spopolando sui social, in particolare su Tik Tok. Protagonisti sono i maturandi 2026 che si riprendono con il telefono mentre ripassano per l’esame di Stato. A cambiare non sono le ansie e paure dei maturandi, ma i mezzi che le nuove generazioni sfruttano oggi per affrontarle. In questo caso la comunità di studenti diventa soprattutto digitale. Non soltanto una trasformazione degli storici gruppi studio in una comunità sul web, ma anche un modo per non farsi distrarre dai social. In molti casi non si tratta di vere e proprie dirette interattive, ma di video in time-lapse o sessioni silenziose in cui il telefono da strumento che potrebbe distrarre aiuta, invece, a restare focalizzati.

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Per lo psicoterapeuta Federico Tonioni, responsabile del Centro per la Psicopatologia da Web del Policlinico Gemelli, non si tratta di un’anomalia o una tendenza da criticare solo perché nasce sui social. “I ragazzi sono nati in un’era digitale. Hanno sviluppato un profilo cognitivo diverso, in cui social e gaming non sono solo distrazione, ma anche apprendimento”, spiega all’Adnkronos. Lo certificano i commenti sui social. Una ragazza, nel suo primo video messo online in cui studia, ammette di aver creato il suo profilo su Tik Tok proprio per “auto costringermi a studiare senza distrazioni”. Oltre ai video, a generare comunità sono anche i commenti dove gli studenti, anche se di istituti diversi, condividono tra loro appunti e schemi delle materie da ripetere, sia per le prove scritte che per quelle orali.

“È una bella notizia. È un modo per usare TikTok, spesso associato alla distrazione, come strumento di studio e collaborazione”, afferma il professor Tonioni che sottolinea come molte competenze vengano oggi acquisite fuori dai contesti scolastici tradizionali: dall’inglese imparato attraverso i videogiochi online, fino allo scambio di informazioni e materiali di studio sui social network. Per l’esperto seguire un trend sui social non deve essere associato unicamente a qualcosa di negativo quando, in questo caso, il fine ultimo è educativo. “I ragazzi di oggi non sono più disposti a utilizzare un metodo di studio che sia faticoso, ben vengano queste iniziative”, spiega, analizzando che questi trend sono metodi ancora più efficaci proprio perché partono dai ragazzi e non da figure adulte che gliele impongono. “Io ho grande fiducia negli adolescenti e li trovo mostruosamente più svegli di quanto eravamo noi alla loro età”, conclude fiducioso Tonioni.

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