Menopausa, Colao (Css): "Serve più informazione per affrontare i cambiamenti ormonali"

'Passaggio straordinario ma a volte può avere implicazioni importanti per la salute e non deve essere banalizzato'

Annamaria Colao - Adnkronos
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30 giugno 2026 | 15.32
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"La donna attraversa due grandi cambiamenti ormonali nel corso della vita: la pubertà, che segna il passaggio dall’infanzia all’adolescenza, un periodo in cui il corpo cambia rapidamente, al punto da non riconoscersi più allo specchio, con la crescita in altezza, la modifica della voce e trasformazioni profonde in tempi molto brevi. Sono gli ormoni a guidare questi cambiamenti straordinari. Il secondo grande cambiamwnto è la menopausa, passaggio straordinario ma a volte può avere implicazioni importanti per la salute e non deve essere banalizzato". Lo ha detto Annamaria Colao, ordinaria di Endocrinologia e Malattie del metabolismo dell'università Federico II di Napoli e vicepresidente del Consiglio superiore di sanità, intervenendo alla presentazione - oggi alla Camera - di 'Menopausa, riscriviamo le regole', il progetto che prevede un convegno nazionale, la nascita di un portale e la pubblicazione di un libro ('M come Menopausa', di Annamaria Colao e Raffaella Cesaroni, edito da Cairo Editore).

"Parlare di questo tema - ha sottolineato Colao - significa affrontare una questione che riguarda una parte fondamentale della nostra società: le donne, che rappresentano circa la metà della popolazione e, con l’aumento dell’aspettativa di vita, diventeranno in futuro una quota ancora maggiore. Già oggi, infatti, le donne vivono mediamente circa due anni in più rispetto agli uomini, e questo divario potrebbe ampliarsi ulteriormente. Sappiamo inoltre che, prima della menopausa, la donna è in parte protetta dal punto di vista cardiovascolare, ma dopo questo passaggio acquisisce una vulnerabilità simile, se non talvolta superiore, a quella maschile. Questo anche perché spesso mancano informazione, cultura ed educazione sui determinanti della salute".

Da qui nasce "il senso del lavoro fatto insieme - ha ricordato Colao - per organizzare questo volume e questa giornata, che auspichiamo sia solo la prima di una serie di incontri su questo tema. Non solo perché si tratta di un’esperienza che riguarda molte donne, ma anche perché l’informazione in ambito sanitario non è sempre semplice da trasmettere e da comprendere. Anche per chi ha un’educazione medica, infatti, la divulgazione può risultare complessa: richiede strumenti adeguati e una base di conoscenze comuni".

Secondo Colao "un tempo, di questi temi non si parlava né in famiglia né nella società. Oggi - ha evidenziato - al contrario, siamo immersi in una grande quantità di informazioni, spesso anche eccessiva. Ciò che manca, però, è una vera cultura della salute: la conoscenza di come funziona il nostro organismo e dei determinanti del benessere. Questa consapevolezza è fondamentale per comprendere l’importanza degli stili di vita, delle strategie preventive e delle terapie precoci volte a evitare lo sviluppo di malattie. Senza queste basi, anche le indicazioni mediche più corrette rischiano di essere difficili da comprendere e applicare".

Per questo motivo, "riteniamo che sia necessario un impegno anche sul piano educativo. Forse è il momento di ripensare i contenuti della formazione scolastica, non limitandola alle materie tradizionali come matematica, storia o lingue, ma includendo anche l’educazione alla salute e ai suoi determinanti. Solo così potremo formare generazioni più consapevoli e capaci di comprendere i progressi della medicina e della scienza", ha poi concluso.

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