Modena, El Koudri resta in carcere: "Gesto per ora non sembra legato a disturbo psichico"

La gip: "Affetto da disturbo schizoide, ma non vi sono alla stato elementi per ritenere che il gesto sia conseguenza di tale patologia". Per la giudice ci sarebbe il rischio di fuga in Marocco

L'auto piombata sulla folla a Modena - Fotogramma /Ipa
L'auto piombata sulla folla a Modena - Fotogramma /Ipa
20 maggio 2026 | 00.05
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Pericolo di fuga e rischio di reiterazione del reato. Sono questi i motivi che hanno portato la giudice per le indagini preliminari Donatella Pianezzi a convalidare il fermo e confermare il carcere per Salim El Koudri, fermato per strage e lesioni aggravate dopo che sabato 16 maggio alla guida della sua auto ha travolto e ferito gravemente sette pedoni in pieno centro a Modena. La giudice ha anche disposto che il 31enne, al quale in passato è stato diagnosticato un disturbo psichiatrico, venga sottoposto, da parte dell'amministrazione penitenziaria, "a un periodo di osservazione" per vigilare - si legge nel provvedimento della giudice - "sulle condizioni psichiche dell'indagato, con eventuale trasferimento presso Reparti specializzati", da individuarsi a cura della stessa struttura carceraria.

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Le testimonianze di chi ha assistito alla carambola dell'auto e le immagini delle telecamere pubbliche e private restituiscono "una precipitosa e violenta fuga". Non riuscendo a riaccedere l'auto El Koudri "è sceso dal veicolo, armato di coltello, e ha corso a piedi verso una via laterale nel tentativo di depistare i suoi inseguitori nei cui confronti peraltro non esitava ad usare l'arma", tanto che Luca Signorelli, uno dei primi passanti a tentare di bloccare il 31enne, è stato accoltellato due volte. Una fuga, scrive la giudice Pianezzi, "con l'evidente finalità di non essere identificato e di non rispondere delle azioni poste in essere".

"Rischio di fuga in Marocco, potrebbe colpire ancora in altre città"

Se non opportunamente fermato, "si ritiene che si sarebbe dato facilmente alla fuga" magari all'estero. "Trattandosi di un soggetto che non ha in Italia un lavoro stabile, non ha una compagna e una famiglia propria ad eccezione dei genitori e della sorella, si può prevedere che lo stesso - se lasciato libero - possa lasciare il nostro Paese per fare rientro in Marocco, dove avrebbe una famiglia a fornirgli sostegno e riuscendo cosi a sottrarsi alle gravi conseguenze che derivano dall'azione delittuosa compiuta". Inoltre, "le specifiche modalità e circostanze del fatto, la gravità dello stesso e la personalità di El Koudri inducono a ritenere concretamente sussistente il pericolo che l'indagato possa commettere altri delitti della stessa specie" si legge nel provvedimento.

Per la gip va inoltre considerato "che - allo stato - non è stato ancora possibile accertare le ragioni e il movente dell'azione criminosa e che ciò, in questa fase, rende ancora più preganti le esigenze cautelari" .

E ancora: "Si verte al cospetto di un reato efferato e di particolare allarme sociale, in quanto il gesto è stato compiuto in pieno giorno, lungo una delle vie cittadine più frequentate e la condotta posta in essere è facilmente replicabile in qualsiasi altro contesto urbano, senza peraltro necessità di alcuna preparazione o strumentazione specifica". Tali circostanze "denotano una specifica capacità criminale, una completa assenza di autocontrollo dei propri impulsi e delle proprie azioni nonché un'efferatezza nell'esecuzione del proposito criminale maturato". Anche la condotta "violenta e aggressiva" posta in essere dopo aver abbandonato l'auto, "è un evidente indice del pericolo di reiterazione del reato". Per la giudice "è evidente che, se lasciato in libertà, l'indagato potrebbe reiterare condotte violente nei confronti di un numero indeterminato e indeterminabile di soggetti, anche in contesti diversi dalla città di Modena".

"Disturbo schizoide ma gesto non sembra legato a patologia"

"Non vi sono, allo stato, elementi concreti e conclusivi per ritenere che i fatti siano stati compiuti in presenza di una causa di non punibilità o che sussista allo stato una causa di estinzione del reato", uno dei passaggi del provvedimento con cui la gip ha convalidato il fermo.

"D'altronde se è vero che dalla documentazione sanitaria in atti emerge che El Koudri sarebbe affetto da un disturbo schizoide di personalità e che sia stato in cura presso il dicentro di salute mentale Castelfranco Emilia, tuttavia non vi sono alla stato elementi per ritenere che il gesto da lui compiuto sia conseguenza di tale patologia né che lo stesso fosse incapace di intendere e di volere al momento della commissione del fatto". Ma, proprio alla luce della documentazione agli atti, la giudice ritiene sia comunque, "quanto meno opportuno, disporre un periodo di osservazione psichiatrica", una vigilanza demandata all'amministrazione penitenziaria.

"Gesto di particolare allarme sociale, ha colpito in pieno giorno in strade piene"

Il reato, si legge ancora, è "efferato e di particolare allarme sociale" poiché "compiuto in pieno giorno, lungo una delle vie cittadine più frequentate". Un comportamento, quello messo in atto sabato 16 maggio, che a dire della giudice è idoneo a configurare il reato di strage. Il 31enne, nato a Bergamo e di origini marocchine, "ha percorso ad altissima velocità una via del centro cittadino, di solito percorsa da numerosi pedoni e ciclisti, in un soleggiato sabato pomeriggio di maggio, in un orario in cui erano dunque presenti tanti cittadini, turisti ed avventori degli esercizi commerciali che venivano da lui raggiunti in maniera del tutto indiscriminata e indeterminata".

Una volontà di mettere in pericolo la vita e l'incolumità fisica della collettività che può essere desunta, si legge nel provvedimento, dal mezzo utilizzato, "ossia un'autovettura lanciata a forte velocità che ha poi preso la traiettoria del marciapiede e che, dunque, si è rivelata un'arma assolutamente potente ed estremamente efficace". Salim El Koudri a bordo della propria auto, "si è scagliato ad elevata velocità contro ignari passanti intenti ad affollare le vie centrali del centro storico della città, di sabato pomeriggio, ponendo cosi in essere una condotta idonea a ledere un numero indeterminato di soggetti, come desumibile anche dalla traiettoria seguita dall'autovettura che è andata anche sopra i marciapiedi".

Una corsa che ha lasciato sull'asfalto sette feriti, di cui quattro ancora gravi tra cui una donna a cui hanno amputato le gambe. Un tragitto terminato contro la vetrina di un negozio.

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