L'intervista all'Adnkronos su un progetto di riforestazione al largo dell'isola di Bergeggi in Liguria
Monica Montefalcone aveva trasformato la sua passione per il mare in un progetto di vita. Docente e ricercatrice dell'Università di Genova, era considerata una delle maggiori esperte di ecologia marina. Da anni studiava i fondali marini e gli effetti del cambiamento climatico. Ed è stato proprio il mare, che tanto amava, a ucciderla. La professoressa è morta con la figlia Giorgia Sommacal, studentessa universitaria, il 14 maggio durante un'escursione subacquea alle Maldive. Con loro altre tre vittime: Federico Gualtieri, neolaureato all'università di Genova, la ricercatrice Muriel Oddenino e l'istruttore di subacquea Gianluca Benedetti.
Si è laureata all'università di Milano con una tesi sulla Posidonia oceanica, pianta marina endemica del Mediterraneo dal grande valore per l'ecosistema, ma sempre più minacciata dalla pesca e dall'inquinamento. La stessa è stata anche al centro del suo dottorato di ricerca in Scienza del mare all'università di Genova, dove aveva lavorato come ricercatrice per poi diventare professoressa associata di Ecologia nel 2024. Ed è proprio di questa pianta e del suo progetto al largo dell'isola di Bergeggi in Liguria che ha parlato nel video del 2024, intervistata dall'Adnkronos (GUARDA IL VIDEO). Qui ha riforestato 200 metri quadri di Posidonia oceanica nel corso della campagna 'Foresta blu' di Coop che prevedeva anche la piantumazione di altre 2mila piante nell'isola d'Elba nel Comune di Cavo.
A ricordare la sua passione per il mare è stato il professor Paolo Galli dell’Università Bicocca che è anche direttore del centro MaRhe di ricerca marina: "Quando muoiono sono sempre tutti bravi, ma Monica Montefalcone era molto di più”. Si conoscevano da tempo, "lei era piena di vita, quello che è successo è pazzesco", ha ripetuto Galli ancora incredulo per quanto accaduto.
Il professore ha spiegato che sarà necessario attendere le indagini per capire cosa sia accaduto durante l’immersione. Secondo lui il maltempo difficilmente può aver inciso a cinquanta metri di profondità, anche se le correnti marine non mancano mai.