L'esposizione a Palazzo Albertoni Spinola, in piazza di Campitelli, negli uffici di In Più Broker fino al prossimo 30 settembre
Arte contemporanea, Sicilia, memoria cavalleresca e legalità. Tutto questo è al centro della mostra "I Paladini di Sicilia. Araldi della contemporaneità", la personale di Ida Saitta, l'artista palermitana fondatrice del "Magnetismo Lineare": l'esposizione, composta da 30 opere e curata da Giuseppe Ussani d'Escobar, si terrà da domani, 22 maggio, al 30 settembre 2026 negli uffici di In Più Broker Spa a palazzo Albertoni Spinola, in piazza di Campitelli 2 a Roma. L’iniziativa nasce dalla volontà di In Più Broker Spa di aprire i propri spazi professionali all’energia sensibile dell’arte, trasformando il nuovo luogo di lavoro in uno spazio di incontro, dialogo e valorizzazione culturale. La scelta di Ida Saitta nasce dalla sua capacità di tradurre le radici culturali siciliane in un linguaggio pittorico contemporaneo, intenso e riconoscibile. Con questa inaugurazione desideriamo dare vita a un ambiente che metta al centro cultura, memoria e visione, favorendo relazioni professionali ispirate anche dalla bellezza e dalla creatività. La mostra rappresenta il primo appuntamento di un percorso che In Più Broker Spa intende dedicare al dialogo tra impresa, arte e territorio.
La mostra porta nel cuore della Capitale il ciclo dei Paladini di Sicilia, uno dei nuclei piu riconoscibili della ricerca di Saitta: Orlando, Angelica, Carlo Magno, Ruggiero, Atlante e Brigliadoro diventano figure del presente, araldi contemporanei di coraggio, responsabilita, liberta e giustizia. Tra pittura materica, segno, luce, sabbia, vernice e colore, l'artista rilegge l'epica carolingia, l'Opera dei Pupi e l'immaginario mediterraneo attraverso il linguaggio del Magnetismo Lineare, pensiero estetico e filosofico da lei elaborato, nel quale la linea diventa energia generativa, tensione narrativa e forza simbolica. Il progetto espositivo non nasce come semplice esposizione decorativa, ma come percorso culturale dentro un palazzo storico romano: gli spazi professionali di In Piu Broker si aprono alla cultura in un dialogo tra arte, impresa, memoria, legalita e contemporaneita.
Saranno ben 30 le opere dell'artista esposte: 17 chine, 9 tavole medie e 2 tavole monumentali, oltre alle installazioni dal titolo "Orlando" e "Brigliadoro". Fra le opere, da menzionare "Orlando e il suo inseparabile, prode destriero Brigliadoro", realizzato da Ida Saitta nel 2018: si tratta di un'opera in vernice, sabbia e corallo di Sicilia realizzato su tavola in legno dalle dimensioni di 260 per 96 centimentri dove cavallo e cavaliere si presentano come una unità inseparabile. Il cavallo, reso con campiture accese e linee ritmiche, diventa il vero motore dell’immagine. Il profilo del cavaliere, sintetizzato in pochi segni, sposta l’attenzione sul gesto del galoppo e sulla tensione del viaggio. Le vernici, la sabbia e il corallo - materiali legati alla terra e al mare di Sicilia - aggiungono una fisicità ruvida che contrasta con l’eleganza ornamentale dei motivi rossi, richiamando la tradizione del carretto e dell’Opera dei Pupi. Ne nasce un emblema contemporaneo dell’epica: non la posa eroica, ma il legame.
Nel 2019 invece l'artista ha realizzato la tavola "La bellissima Angelica, figlia del re del Catai: lo sposalizio minacciato dal fratello Argalia", opera in olio, vernice, sabbia e corallo di Sicilia dalle dimensioni di 96 per 127 centimetri, in cui Angelica appare come icona mobile: il corpo è suggerito da pochi segni, eppure domina la scena per centralità cromatica e delicatezza del gesto. Il minacciato non è solo un dato narrativo: è una vibrazione che attraversa la composizione, un’instabilità tra figure, armi e sguardi. La materia – sabbia e corallo – introduce un paradosso: la grazia convive con una superficie ruvida, quasi ferita. Saitta mette in dialogo seduzione e pericolo, facendo dell’episodio cavalleresco una riflessione sulla vulnerabilità. Sempre realizzata nel 2019, in olio, vernice, sabbia e corallo di Sicilia, la tavola "Orlando e il drago che sputa fasci di luce": nel confronto con il drago la pittura si fa lampo. I fasci di luce sono tradotti in tagli cromatici e raschiature che attraversano la tavola come fendenti. Il mostro non è descritto: è una massa che avvolge e respinge, un’onda materica che minaccia di inghiottire la figura. Olio e vernice amplificano il contrasto tra opaco e brillante; sabbia e corallo spezzano la continuità. L’eroismo qui è resistenza alla confusione: Orlando è la linea che tenta di rimanere leggibile dentro l’urgenza del caos.
Fra le opere a china, "Carlo Maglio il condottiero del sacro Romano Impero", realizzata nel 2018 su carta rigida di cotone, in cui l'autorità è evocata senza monumentalità. Carlo Magno appare come figura che guida, ma dentro una scena mobile, mai definitiva. Il rosso introduce un valore simbolico — potere, sangue, mandato — e la china costruisce il condottiero per frammenti, attraverso posture e rapporti di forza. L’immagine suggerisce che l’impero sia anche narrazione: gesto riconoscibile, racconto ripetuto, icona che si forma e si consuma nel segno.
Palazzo Albertoni Spinola, edificio progettato alla fine del XVI secolo da Giacomo Della Porta e completato nei primi anni del XVII secolo da Girolamo Rainaldi, diventa cosi lo scenario di un confronto tra la storia architettonica di Roma e la tradizione simbolica siciliana. Il curatore Giuseppe Ussani d'Escobar evidenzia nelle opere di Saitta una rilettura innovativa del meraviglioso cavalleresco, capace di trasformare l'eco dell'Opera dei Pupi in una narrazione visiva di passioni, sentimenti e identita mediterranea. Ida Saitta, artista palermitana che vive e lavora a Roma, ha sviluppato il proprio percorso tra la lezione della scuola di Renato Guttuso e la pratica incisoria con Jean-Pierre Velly. Dal 1994 espone in Italia e all'estero. Le sue opere sono presenti in collezioni pubbliche, museali e istituzionali, tra cui il Museo d'Arte Contemporanea di Gibellina e il Museo d'Arte Contemporanea della Fondazione Roma Terzo Pilastro - Internazionale, Palazzo Sciarra. Tra i progetti piu significativi si ricordano "La Rinascita dei Paladini di Sicilia" per l'Ospedale dei Bambini "G. Di Cristina" di Palermo e la mostra permanente "Once upon a time: sulle ali dell'ippogrifo" presso EHT - Palazzo della Fondazione Besso, a Roma. Con "I Paladini di Sicilia. Araldi della contemporaneita", il patrimonio epico e popolare siciliano viene restituito come linguaggio vivo del presente: non nostalgia, ma memoria attiva, identita culturale e visione contemporanea.