"Esprimo, a nome di tutta l’Associazione, le più sincere felicitazioni a Navi Pillay. Il Nobel premia una vita spesa perché i crimini commessi contro le popolazioni civili non restassero impuniti, prima come giudice dei tribunali internazionali e poi come Alta Commissaria delle Nazioni Unite per i diritti umani". Lo ha affermato il presidente nazionale dell’Associazione nazionale vittime civili di guerra (Anvcg), Michele Vigne, commentando l’assegnazione del Premio Nobel per la Pace 2026 alla giurista sudafricana Navanethem “Navi” Pillay.
"Il suo lavoro ci ricorda una verità che le vittime civili di guerra conoscono bene: non può esserci pace duratura senza giustizia, senza memoria e senza il pieno rispetto del diritto internazionale umanitario - conclude - Oggi i civili continuano a pagare il prezzo più alto dei conflitti, e questo riconoscimento è un monito per la comunità internazionale. La protezione delle persone inermi deve tornare al centro dell’agenda politica globale. Anvcg continuerà a portare avanti questo impegno ogni giorno, accanto alle vittime e nelle scuole, con le nuove generazioni".