Novità e 'best practice' salva cuore in emergenza, il punto dei cardiologi a Firenze

L'importanza di fare rete e condividere i nuovi approcci, 'così si ridisegna sistema e si migliorano prognosi riducendo mortalità'

Novità e 'best practice' salva cuore in emergenza, il punto dei cardiologi a Firenze
26 febbraio 2026 | 12.08
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L'importanza di fare rete, le novità terapeutiche e tecnologiche, le 'best practice' che salvano il cuore in emergenza. Sono le direttrici lungo le quali si svilupperà il confronto fra i massimi esperti della cardiologia italiana, in programma a Firenze domani e dopodomani al Teatro del Maggio, in occasione della quinta Conferenza nazionale del Club delle Utic (Unità di terapia intensiva cardiologica) dell'Associazione nazionale medici cardiologi ospedalieri (Anmco). L'appuntamento spiegano i promotori, offre un'opportunità di crescita culturale per tutti i professionisti di area critica e si inserisce in un più ampio progetto strategico del Club delle Utic Anmco volto a promuovere lo sviluppo progressivo delle competenze clinico-assistenziali di medici e infermieri impegnati nelle Unità di terapia intensiva cardiologica del Ssn.

Il programma della Conferenza è stato progettato per offrire una visione completa e aggiornata delle principali tematiche dell'area critica cardiologica attraverso un approccio multidisciplinare che integra le competenze del cardiologo di area critica con le altre specialità. Le condizioni cliniche di elevata complessità quali lo shock cardiogeno, l’insufficienza cardiaca avanzata, le terapie sostitutive cardiache, le aritmie complesse, le metodiche di assistenza al circolo saranno affrontate in modo da valorizzare l’approccio integrato e il percorso più idoneo. L’evento si aprirà, come da tradizione, con una sessione dedicata alle simulazioni pratiche, finalizzata a consolidare competenze tecniche e decisionali nei contesti di alta complessità quali posizionamento di accessi venosi centrali, ganglio stellato, pericardiocentesi e pompa microassiale. Con i simulatori si preparano i giovani cardiologi ad affrontare le urgenze quando la rapidità e precisione del gesto possono salvare una vita.

L'edizione 2026 prevede "una forte partecipazione delle nuove generazioni attraverso una sessione interamente dedicata ai cardiologi intensivisti under 40", si spiega in una nota, con l'obiettivo di valorizzarne il contributo scientifico e clinico nel settore della terapia intensiva cardiologica. La sessione offrirà uno spazio per condividere esperienze, progetti, risultati di ricerca e favorire il dialogo tra i giovani professionisti e gli esperti del settore. Un corso accreditato a parte sarà dedicato alle 'Best Practice in Utic 2026', e si propone come un percorso formativo dedicato alla condivisione e confronto di buone pratiche, derivate da evidenze scientifiche aggiornate e strategie pratiche per ottimizzare la gestione del paziente critico nella pratica clinica. "Dalla letteratura internazionale - spiega Massimo Grimaldi, presidente Anmco e direttore Cardiologia dell'ospedale F. Miulli di Acquaviva delle Fonti (Bari) - emerge che i pazienti cardiopatici critici, quali quelli con shock cardiogeno, se ricoverati in una Utic ad alto volume, affidati a cardiologi intensivisti, che lavorano in team con gli altri specialisti, hanno una migliore prognosi e la mortalità si riduce a livelli inferiori al 50%".

La riorganizzazione funzionale delle Utic è un obiettivo ritenuto imprescindibile dagli esperti per la cardiologia italiana, rappresenta il punto di partenza per ripensare e ridisegnare la cardiologia del Paese. La Conferenza nazionale del Club delle Utic punta a promuovere la discussione e l'approfondimento volto all'innovazione della medicina cardiovascolare nell'emergenza-urgenza. In linea con quanto sottolineato nel Position Paper Anmco sulle Terapie intensive cardiologiche, il Club Utic-Anmco "conferma il proprio impegno nel rafforzare la collaborazione in rete tra gli specialisti al fine di elevare e rendere più omogenea possibile la qualità delle cure dei pazienti critici sul territorio nazionale", prosegue Grimaldi. "A questo proposito l'Anmco, capofila di oltre 40 società scientifiche e su richiesta dell'Istituto superiore di sanità, ha appena concluso i lavori sulle Buone pratiche cliniche da adottarsi nei soggetti con sindrome coronarica acuta. Nel virtuoso rapporto con le istituzioni Anmco collabora fattivamente su diversi tavoli tecnici anche con il ministero e con Agenas".

L'Associazione, sottolinea Fabrizio Oliva, past president Anmco e direttore Cardiologia 1 dell'ospedale Niguarda di Milano, "suggerisce tre livelli di Utic con complessità differente in base alle caratteristiche dell'ospedale in cui sono inserite e collegate tra loro in una rete regionale delle Utic in modo da poter garantire tutte le complessità di cure di cui il paziente ha bisogno indipendentemente dall’ospedale di primo ricovero. Il modello proposto per la riorganizzazione è centrato sulla Rete delle Utic che prevede non solo lo spostamento dei pazienti in base al livello di criticità e alla necessità di supporti d'organo ma anche un continuo passaggio di informazioni e formazione tra i professionisti dell'area critica. La rete delle Utic dovrebbe prevedere sistemi di raccolta dati uniformati, mediante cartelle elettroniche o registri permanenti in grado di estrapolare/estrarre i dati necessari ai fini dell'autovalutazione e di ricerca clinica. E’ fondamentale una completa condivisione dei protocolli diagnostico terapeutici nell’ambito della rete affinché" queste Unità "lavorino come un unico heart team".

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