Ora solare 2026, si cambia: la data, quanto dura e gli effetti sull'organismo

Lancette indietro di un'ora, dalle 3 alle 2, nella notte tra sabato 24 e domenica 25 ottobre

Ora solare, alle 3.00 si torna indietro di 60 minuti
Ora solare, alle 3.00 si torna indietro di 60 minuti
11 ottobre 2026 | 07.47
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L'ora solare si avvicina. Manca infatti sempre meno al cambio d'ora, che avverrà nella notte tra sabato 24 e domenica 25 ottobre. Le lancette verranno spostate di un'ora, alle due, e si cambierà di nuovo orario dopo i sette mesi di ora legale.

Quanto dura l'ora sola e come cambiarla

L'ora solare resterà in vigore - tecnicamente - fino al fine settimana del 27 e 28 marzo 2027. Smartphone, tablet e computer si aggiorneranno automaticamente con il cambio d'ora che avverrà tra il 24 e il 25 ottobre, mentre gli orologi analogici dovranno essere regolati manualmente. Con il passaggio all'ora solare le notti saranno più lunghe, che le giornate sembreranno più corte e ci saranno più ore di buio, con non pochi effetti sul nostro organismo.

Gli effetti sull'organismo e i consigli degli esperti

Per alcune persone sono necessari alcuni giorni di adattamento al nuovo ritmo, dal momento che le giornate diventano più corte e le ore di buio più numerose. Il cambio d'ora può provocare anche temporanei disturbi come sonnolenza, irritabilità e lievi variazioni dell'umore. "Si tratta di una sorta di mini jet lag", ha spiegato all'Adnkronos Salute Luigi Ferini-Strambi, direttore del Centro di medicina del sonnodell'Irccs ospedale San Raffaele di Milano e professore ordinario di Neurologia alla Facoltà di Psicologia dell'università Vita-Salute San Raffaele. Per ritrovare il giusto equilibrio si può ripartire anche dalla tavola.

"In questo scenario di transizione, la zucca e gli ortaggi a polpa arancione svolgono un ruolo fondamentale grazie al loro contenuto di beta-carotene, un prezioso alleato nell'attività di protezione delle mucose e nel rafforzamento delle barriere epiteliali, le prime a essere sollecitate dai primi sbalzi termici. Accanto a essi, il ritorno strutturato dei legumi e dei cereali integrali garantisce un apporto costante di energia a lento rilascio e di fibre prebiotiche", è il consiglio dell'immunologo Mauro Minelli, professore di Nutrizione clinica all'università Lum 'Giuseppe Degennaro'.

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