Al via le celebrazioni per i 75 anni dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana. Istituito con la legge 3 marzo 1951, n. 178, l'Omri nacque per colmare il vuoto creatosi dopo la fine della monarchia e per dotare la nuova Repubblica di un sistema premiale coerente con i suoi valori. Dalle istituzioni alla cultura, dall’economia al volontariato, in questi 75 anni, l'Ordine ha riconosciuto il merito in ogni settore della società. La ricorrenza quest'anno sarà celebrata in due giornate, il 2 e 3 marzo e convolgerà oltre che Roma, anche Latina e Taranto. "È un anniversario che invita alla riflessione oltre che alla celebrazione", spiega all'Adnkronos Francesco Tagliente, prefetto e presidente della Fondazione Insigniti Omri.
Le celebrazioni vedranno la partecipazione di insigniti provenienti da oltre cinquanta province italiane, con una significativa presenza da Roma, Perugia, Taranto, Ravenna, Milano, Firenze e Pisa, oltre che da Napoli, Messina, Brindisi, Arezzo, Latina, Salerno e Verona. Parteciperanno rappresentanti di tutte le classi dell’Ordine, espressione di ambiti diversi: Forze armate, magistratura, prefetture, pubblica amministrazione, università, impresa, sanità, comunicazione, volontariato e cultura. "È la conferma che la Fondazione raccoglie esperienze e competenze provenienti dall’intera comunità nazionale", precisa Tagliente specificando che "in origine le onorificenze erano conferite prevalentemente a esponenti della Pubblica Amministrazione civile e militare, in una fase di consolidamento delle istituzioni repubblicane". Negli ultimi anni "si è registrata un’evoluzione significativa: maggiore attenzione al mondo della cultura, della scienza, dell’arte e del volontariato, con riconoscimenti anche a figure impegnate nelle comunità locali al di fuori dei ruoli istituzionali. È un ritorno alla vocazione originaria dell’Ordine: premiare il servizio e l’esempio ovunque si manifestino".
"Dopo l’istituzione, nel 1952 furono conferite circa 20.000 onorificenze per colmare il vuoto del periodo post-bellico - ricorda il presidente Omri - Negli anni successivi si arrivò anche a 25.000 concessioni annue, con una lunga stabilizzazione tra le 15.000 e le 18.000. La svolta avvenne nel 2000, durante il mandato del Presidente Ciampi, con la riduzione a 10.000 unità, poi progressivamente a 8.000, 6.000, 5.000, 4.000 fino alle attuali 3.500 onorificenze annue, ripartite tra le cinque classi dell’Ordine. Meno conferimenti significano maggiore selettività e prestigio, in linea con i principali sistemi onorifici europei".
Intenso il programma per le celebrazioni per i 75 anni dell'Omri: "si inizierà lunedì 2 marzo alle ore 9,30 al Vittoriano, con la deposizione di una corona d’alloro al Sacello del Milite Ignoto, un gesto che richiama il sacrificio di tanti italiani senza nome, fondamento morale della Repubblica. Alle ore 11 - prosegue Tagliente - ci trasferiremo nella Sala Capitolare del Convento di Santa Maria sopra Minerva, presso il Senato della Repubblica, per il convegno celebrativo dedicato ai valori repubblicani e al significato attuale delle onorificenze. Sarà un momento di approfondimento istituzionale e culturale sul ruolo dell’Ordine come espressione del servizio alla collettività". A Latina, presso il Teatro Gabriele D’Annunzio, si terrà invece una lezione-spettacolo sulla Costituzione, sull’Inno nazionale e sul Tricolore, organizzata dalla Fondazione in collaborazione con la Prefettura di Latina. A Taranto, il Castello Aragonese ospiterà un incontro celebrativo con una relazione sui diversi aspetti del sistema onorifico repubblicano.
Il convegno romano sarà aperto dal cancelliere dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana, generale di squadra Aerea Roberto Corsini. Seguiranno gli interventi di Michele D’Andrea, Paolo Peluffo e Massimo Sgrelli, studiosi e protagonisti della vita istituzionale legata al sistema onorifico repubblicano. Le conclusioni saranno affidate a Gianni Letta, tra i principali promotori della rinnovata centralità delle onorificenze nella vita pubblica. Porterà il suo saluto anche il presidente della Fondazione Cavalieri di Gran Croce, consigliere Claudio Gorelli. L'evento che si muoverà tra memoria storica e attualità del servizio pubblico, sarà moderato dal prefetto Tagliente.